HomeARTICOLIL'esordio alla regia di Valerio Lundini con 'Cambogia'

L’esordio alla regia di Valerio Lundini con ‘Cambogia’

Roma, 22 ottobre- “Da bambino mi immaginavo di cambiare la trama di un film o di un programma tv. Che uno avesse un superpotere per modificare la storia così come era stata concepita”. Così Valerio Lundini, qui regista e interprete, alla presentazione alla 21esima Festa del Cinema del suo lungometraggio d’esordio, dal titolo ‘Cambogia’, in uscita il 18 marzo con 01 distribution.

Sparatorie, esplosioni e faide criminali: siamo sul set di ‘Cambogia’, una famosa serie crime. Ma quando il regista dà lo stop qualcosa va storto e l’attore Valerio De Nicolais (Lundini) si ritrova improvvisamente intrappolato dentro il mondo violento e pericolosissimo della serie, dove le pistole di scena sparano per davvero. Nel frattempo, nel mondo reale, a prendere il suo posto è Tramezzino (sempre Lundini), lo sgangherato scagnozzo che De Nicolais interpreta nella serie. Per ragioni incredibili i due si ritrovano a vivere la vita dell’altro, uno alle prese con feste, privilegi e i vantaggi della fama, l’altro costretto a sopravvivere in un universo criminale. Nel cast anche Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, Andrea Di Maria e Sonia Bergamasco.

“Il film è diviso tra mondo reale e di finzione-racconta Lundini-. Volevo che quest’ultimo fosse grottesco, nasce con una parodia stilistica di quelle serie, ma poi diventa quasi Sin City. Sono bestie criminali che si sparano, con automobili vecchie, doveva essere un mondo un po’ fumettistico. Non è la periferia quella di Cambogia, ma un fumetto pazzo con i criminali al posto dei cartoni animati. Sono due universi che si collegano tra loro, intrisi di metacinema e altre idee confusionarie poi alla fine è nato Cambogia. Temevo che non si capissero i due mondi per cui abbiamo lavorato sulla fotografia: sempre giorno da una parte e notte dall’altra. Oppure ho scelto di fare usare gli occhiali da sole a uno dei due perché altrimenti non si sarebbero distinti visto che tutti e due i personaggi hanno l’erre moscia!”. E sul suo esordio al cinema dice: “Procastinavo per prudenza in attesa che ci fosse l’idea di una storia. Il crime è stato usato per creare un altro mondo e è quello più facile da rendere in Italia. Qua da noi è il genere più riconoscibile in termini molto iconici. Ci sarebbero state meno gag se Valerio De Nicolais fosse finito in una commedia romantica. Mi piace il cinema di azione che è anche divertente. Spero di esserci riuscito. Non sono un accanito consumatore di serie. Alcune le ho visionate per bene in vista di questo film. Una mi innervosiva perché vedevo che i cattivi non pagavano mai per le loro azioni. Su alcuni stilemi e topoi di quel mondo lì ho preso dalle serie”.

Cambogia è prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia, è una produzione Groenlandia con Rai Cinema.

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