Roma, 22 ottobre/Antonia (Pilar Fogliati) e Cecilia (Ginevra Francesconi) non potrebbero essere più diverse. Antonia è una trentenne che pochi anni fa ha pubblicato un libro molto apprezzato, ma poi senza una spiegazione ha smesso di scrivere e ora fa la cameriera in un bar di Milano. Cecilia invece è una diciottenne della Milano-bene, ma anche una content creator con milioni di follower. Le due svilupperanno una relazione profonda e conflittuale eppure simbiotica, che cambierà radicalmente entrambe.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma e prossimamente in sala, a febbraio 2027, con Vision Distribution, ‘Il profilo dell’altra’ è il nuovo film di Francesco Bruni è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Irene Graziosi (pubblicato in Italia da Edizioni E/O) e prodotto da Palomar e Vision in collaborazione con Sky.
“Questo libro mi ha colpito perché l’ho sentito vicino visto che era su una coppia un po’ come Scialla! da una parte e dall’altra mi portava in un terreno del tutto ignoto che è Milano e il femminile- racconta Bruni-. Non sono mai uscito dal Gra. Mi ha colpito anche che Irene volesse bene a questi due personaggi in egual misura”.
E Pilar Fogliati dice: “Conoscevo Irene ed ero una sua fan. La apprezzavo come scrittrice e giornalista. Nel 2022 lessi il suo libro. Anni dopo arriva questo provino. Ho desiderato tantissimo fare questo personaggio. C’è una parte di me che ha delle note simili ad Antonia. É un personaggio che non sente il bisogno di conquistare”.
Rispetto ai social e all’uso di questi l’attrice precisa: “Io non posto tanto, ma guardo tanto. Ci passo del tempo e mi rendo conto di avere delle informazioni che non ho bisogno di sapere”.
Mentre Ginevra Francesconi dice: “Uso i social in modo molto discreto, sono molto riservata. Mi sono divertita ad approcciarmi a questo ruolo. Ho conosciuto un mondo che conoscevo solo da spettatrice. Cecilia è molto diversa da me. É molto espansiva. Ancora devo capirli i social, sono importanti, ma li uso con le pinze”.
Infine Bruni conclude: “Penso un film solo quando sono fortemente motivato. Io i premi li abolirei. Penso che siano dannosi perché creano un clima di competizione e di livore. I premi del pubblico per me sono gli unici che contano”.

