Roma, 17 ottobre- “Questo film nasce dall’elaborazione del lutto di mia nonna alla quale ero molto legata”. Così Ginevra Elkann che alla Festa del Cinema di Roma ha presentato nella sezione Grand Public il suo nuovo film: ‘Le rose di Marrakech’.
Protagoniste Leila (Nisrin Erradi) e Isabelle (Fanny Ardant) due donne che vengono da mondi lontani e vivono in uno spazio fuori dal tempo, in una tenuta di Marrakech che raccoglie sogni e segreti. Leila è la devota governante della signora Isabelle, che custodisce meticolosamente l’ordine di questo luogo, in cui la perfezione e la bellezza sono l’antidoto ai dolori e alle preoccupazioni tenute oltre le mura. Fuori il deserto, dentro un giardino fiorito a cui il fedele capo giardiniere Yusef (Ahmed Hammoud) si dedica totalmente, anche contro la stessa natura. Ma non bastano le mura di cinta per arginare la realtà.
“Mia nonna era molto legata a questo giardino- racconta Ginevra Elkan, che ha girato questo film proprio nella celebre villa legata alla famiglia Agnelli-Elkann e a Marella Caracciolo, vicino Marrakech ovvero Villa Ain Kassimou-. Ho pensato che raccontando questo luogo l’avrei ritrovata. Il giardino è quello che ha fatto mia nonna con molto amore. È l’ultimo giardino che ha fatto e è stato bello poter girare lì con le persone che realmente lavorano lì e che sono diventati attori felici che fosse arrivato il cinema dentro quel posto. Vivere tutti insieme in quella casa e fare un film come una famiglia è stato bellissimo”. E sul significato di quella casa nella storia dice: “Quella casa permette, sia a Isabel che a Leila, di sfuggire al dolore. Costruiscono un mondo nel quale si sta al sicuro, ma quel mondo poi entrerà nel giardino. Fa paura, fa male ma porta anche la vita e l’amore che è vita. Ho voluto dare un messaggio di amore, apertura e possibilità di cambiamento. Non chiudersi, ma tendere il braccio e aprirsi alla possibilità dell’amore che poi è sempre salvifico”.
Scritto dalla stessa Elkann con Chiara Barzini e Babak Jalali, prodotto da Asmara Films con Rai Cinema, il film uscirà nelle sale distribuito da Lucky Red.
“Leila è un personaggio che va aldilà di me- dice Nisirin Erradi-. Si tratta di un personaggio semplice, mi è piaciuto molto e mi ha parlato molto. Ho lavorato sui silenzi e sul dolore di tutte le cose sepolte in lei”. E Fanny Ardant racconta: “Mi sono buttata in questo personaggio. Non mi somiglia, ma l’ho amato e ho avuto il desiderio di farlo vivere. Non ho mai accettato un personaggio che detestassi. Amo questo personaggio che si distacca dal mondo e che ha bisogno della bellezza per vivere”. E poi: “Non so quando e perché accetto un ruolo, è sempre un po’ un mistero per me. È un po’ come il cane che entra nella foresta: non sa niente, ma sa che sarà un’avventura piacevole, quindi parte”.
Infine la grande attrice francese conclude parlando di sé e rivelando : “Conservo i segreti, non li dico mai neanche sotto tortura e poi ho un grande segreto: so mentire molto bene. Sono nata da una famiglia classica con dei genitori che mi hanno molto amata, questo mi ha dato una grande forza nella vita e cioè la forza di uscire dagli schemi. Ho pensato: abbiamo solo una vita, vado a vivere la mia e non quello che la società, la morale, la religione, la famiglia mi chiede. Quindi ho fatto una scelta e tutte le scelte hanno un prezzo”.

