Roma, 14 ottobre- “Era da tempo che cercavo una storia da ambientare in Brianza perché sono nato e cresciuto lì. Ho preso spunto da un fatto di cronaca nera e ho scelto di raccontare le conseguenze di una crisi economica”. Così il regista Simone Catania che alla Festa del Cinema di Roma ha presentato il suo “noir western di provincia” dal titolo ‘Brianza’. Protagonisti di questa storia: Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Marina Rocco e Giovanni Calcagno.
Siamo nel 2009 in Brianza e la crisi economica stringe la morsa sull’Italia, Giorgio Farina (Fausto Russo Alesi), erede di una prestigiosa armeria in Brianza, rischia di perdere tutto dopo aver investito una fortuna nell’apertura di una boutique di lusso in Svizzera. Sommerso dai debiti e ossessionato dal mantenere intatta la propria rispettabilità, Giorgio si lascia coinvolgere da Alberto Fumagalli (Paolo Pierobon), eccentrico uomo d’affari che gli propone un piano di appropriazione indebita. Il loro incontro dà vita a un’alleanza improbabile: Fumagalli trascina Giorgio in un universo dove le regole sembrano avere un significato diverso e dove ogni problema può diventare un’opportunità. Quella che sembra una facile via d’uscita, però, diventa una spirale di segreti e pericoli che minaccia la sua famiglia, il suo onore e tutto ciò che ha sempre cercato di proteggere.
“Il capitalismo ha vinto e per essere accettati da una comunità bisogna avere molti soldi- prosegue il regista-. È un sistema che ci impone determinate regole. Mi sono chiesto cosa può portare un uomo a compiere determinate azioni. Ho cercato di capire quali potessero essere le conseguenze alla crisi del 2008 che ha avuto un’influenza soprattutto sulle persone ricche e cosa potesse portare un uomo onesto, un padre di famiglia, a compiere un gesto del genere. Ho comunque cercato di rendere questo fatto di cronaca nera attraverso l’ironia. È una storia folle, rocambolesca e anarchica un po’ un Far west dove la realtà ha superato l’immaginazione”. E Fausto Russo Alesi dice: “Questa sceneggiatura è ricca di tematiche. Brianza è un luogo metaforico, un’attitudine dell’essere umano. Mi sono messo nei panni di quest’uomo che improvvisamente si ritrova in una situazione più grande di lui. Giorgio Farina compie un viaggio doloroso. Mi sono chiesto anche come mi sarei comportato io con l’acqua alla gola. Sono due personaggi diversi che si confrontano con il fallimento, ma che hanno bisogno l’uno dell’altro. Ho cercato di fare questo viaggio esistenziale dentro questo perimetro della Brianza attraverso il rapporto con il denaro, gli altri e il giudizio degli altri, le aspettative e le inettitudini”.
Infine Paolo Pierobon conclude: “Il filo è stato spesso oltrepassato siamo andati senza rete. Ogni giornata era sperimentale. Nella mia vita ho incontrato tanti Alberti Fumagalli. Io interpreto un evasore fiscale, uno strozzino”.

