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Venezia 83, Leone d’oro a ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy

Venezia, 12 settembre- Vince il Leone d’oro per il miglior film ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia). Il film esplora il tema del corpo femminile come campo di battaglia attraverso la prospettiva delle cosiddette collaboratrici orizzontali: le numerose donne che, in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale, intrecciarono relazioni con soldati degli eserciti occupanti e che, al termine del conflitto, subirono durissime conseguenze. La storia è ambientata nell’immediato dopoguerra: un periodo di entusiasmo, ottimismo ed euforia per l’Europa, ma anche un tempo segnato dall’assenza di un reale quadro giuridico capace di affrontare le conseguenze del conflitto appena concluso.

“Parla di donne invisibili che non vengono viste e che non hanno una voce e mette al centro il corpo è qui un campo di battaglia”, commenta la regista May el-Toukhy. E poi: “Non state solo al telefono. Ma parlate e guardatevi intorno”. Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a ‘Possible Love’ di Lee Chang-dong (Corea del Sud). Mentre il Leone d’argento- Premio per la migliore regia a va alla regista Ilya Khrzhanovsky per il film ‘Dau’ (Germania, Francia, Svezia). “Questa è anche una storia di redenzione- dice la regista-. Dedico questo premio a mia madre che è stata sempre nell’ombra”.Ispirato ai fisici che contribuirono alla costruzione della bomba atomica sovietica, Dau segue il percorso di un brillante fisico di origine greca dal 1928 in Unione Sovietica attraverso quattro decenni di sconvolgimenti.

‘Naza’ vince invece il Premio Speciale della Giuria. Il film girato di notte sui tetti di Tel Aviv analizza i sistemi dietro all’uccisione dietro all’uccisione di massa dei civili palestinesi.“I politici israeliani già stanno attaccando questo film senza averlo visto. Nel frattempo in questi giorni sono stati uccisi sei bambini palestinesi. Sono attacchi sistemici. Questa verità è stata documentata e conosciuta grazie ai giornalisti palestinesi che l’hanno documentata a Gaza. Il nostro paese sta perpetrando questi crimini e volevamo denunciarlo”, così dichiarano i registi Yval Abraham e Rachel Szor.

E Stéphane Brizé vincitore per la miglior sceneggiatura scritta insieme a Coralie Amédéo e Olivier Gorce del suo film ‘Un Bon Petit Soldat’. “Ringrazio gli attori e le attrici che hanno portato in questo film la loro umanità. Sia Vincent Lindon, che Alba Rohrwacher, che ha una luce dentro di sé, è incredibile e geniale”, commenta il regista.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile va a Mathilde Arcel nel film ‘Woman Unknown’ di May el-Toukhy (Danimarca, Svezia, Lettonia). “Non me lo aspettavo- commenta l’attrice-. Questo è il mio primo ruolo da protagonista in un film e la prima volta che ricevo un premio. Mi sento davvero fortunata. Mi devo dare un pizzico per capire se questo è un sogno. Ringrazio il regista per aver avuto il coraggio di raccontare questa storia così complessa, non è un ruolo facile e dedico questo premio a tutte le persone che hanno sofferto e hanno affrontato queste esperienze”.

Mentre la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile va a John Malkovich nel film ‘Wild Horse Nine’ di Martin McDonagh (USA, Cile). Il Premio Marcello Mastroianni va alla giovane attrice emergente a Malou Khebizi nel film 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn (Francia).
I premi sono stati assegnati dalla Giuria di VENEZIA 83, presieduta da Maggie Gyllenhaal e composta da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, dopo aver visionato i 21 film in competizione.
I vincitori principali della sezione Orizzonti dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia (2026) includono miglior film: Detour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni. Miglior attrice: Laleh Marzban per Falling House di Mohsen Gharaei.

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