Venezia, 11 settembre- Nel corso della cerimonia di premiazione, tenutasi alle ore 16.45 di venerdì 11 settembre nella Sala Perla del Palazzo del Casinò, sono stati annunciati i vincitori dei tre premi ufficiali delle Giornate degli Autori: il GdA Director’s Award, l’Europa Cinemas Label e il Premio del Pubblico.
La giuria delle Giornate degli Autori, presieduta dalla filmmaker spagnola Carla Simón, dalla regista e montatrice Sara Fgaier e dalla programmatrice e distributrice cinematografica Hania Mroué, ha decretato il vincitore del GDA DIRECTOR’S AWARD, premio dal valore di 20.000 euro per metà destinata al regista e per metà al venditore internazionale del film. Tra i dieci film in concorso della 23ª edizione delle Giornate degli Autori è A veces me entra tristeza, otras veces rebelión di María Aparicio ad aggiudicarsi il GdA Director’s Award 2026, con la seguente motivazione: “Una donna. Un uomo. Incontri e occasioni mancate. Una possibile storia d’amore. Due grandi interpreti. Un film che racconta la solitudine del presente, in cui dimensione intima e carica politica si intrecciano, invitandoci a riflettere su lavoro, immigrazione e privilegio, attraverso una delicata messa in scena costruita sui piccoli gesti, più che sui grandi eventi. Il personale e il collettivo, la finzione e il documentario, la storia e il presente si fondono in un unico respiro. Siamo uscite dal cinema profondamente commosse, attraversate da una tristezza e da uno spirito di ribellione che non si contrappongono, ma convivono, come due volti dello stesso disorientamento.”
L’EUROPA CINEMAS LABEL, creato da un network di esercenti europei, con il sostegno del Programma MEDIA dell’Unione Europea, è un premio dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, grazie al quale il vincitore può beneficiare del sostegno promozionale di Europa Cinemas e di una migliore distribuzione.
La giuria 2026, composta da Maria Gesuato (Cinema Teatro Giardino, San Giorgio delle Pertiche, Italia), Vít Janeček (Atlas Cinema, Praga, Repubblica Ceca), Aisling Kane (Light House Cinema, Dublino, Irlanda) e Daniel Tollefsen Altamirano (Folkets Bio Umeå, Umeå, Svezia), ha assegnato l’Europa Cinemas Label a Une femme aujourd’hui di Robert Guediguian.
La giuria ha motivato così il premio: “Une femme aujourd’hui intreccia con grande forza la dimensione intima e personale con quella politica e sociale, utilizzando l’esperienza della protagonista per esplorare la condizione più ampia delle donne nella società contemporanea e nella vita familiare. Con empatia, ma senza semplificazioni, Robert Guédiguian coglie le tensioni tra una libertà solo apparente, il successo e le persistenti aspettative sociali; tra l’indipendenza professionale, la sessualità, il desiderio di intimità e la necessità di vivere la propria vita secondo le proprie condizioni. Il film è altrettanto efficace nell’osservare la società, anche alla luce del passato coloniale, quanto nel rappresentare il mondo interiore della protagonista – i suoi dubbi, la sua vulnerabilità, la sua capacità di ribellarsi e la ricerca di una nuova direzione nella vita. Affronta temi importanti con un umorismo sorprendente, leggerezza e umanità, senza per questo attenuarne l’urgenza. Nonostante i diversi temi affrontati, il film mantiene dall’inizio alla fine una forte spinta narrativa, energia e tensione. È un film estremamente coinvolgente, e siamo convinti che il pubblico europeo lo accoglierà con grande calore.”
Il PREMIO DEL PUBBLICO, decretato sulla base delle preferenze espresse dagli spettatori in Sala Perla nel Palazzo del Casinò al termine delle proiezioni della selezione ufficiale, è stato conquistato da Balcanica di Nicola Sorcinelli con il 76% di preferenze da parte del pubblico.
Sinossi A veces me entra tristeza, otras veces rebelión: Eva è solo di passaggio a Madrid. Trascorre le sue giornate da sola: non conosce nessuno e non è interessata a nuove amicizie. La città è un luogo sconosciuto dove vagare senza meta, con una curiosità un po’ smorzata. Un pomeriggio, al Museo Reina Sofía, un uomo si avvicina. Si chiama Dante ed è uno storico argentino che sta conducendo una ricerca sulle lotte operaie nel suo paese e sulla figura di Juan Bialet Massé.
María Aparicio è nata nel 1992 a Córdoba, in Argentina, dove attualmente risiede. Regista e docente, ha esordito alla regia con Las Calles (2016). Di seguito, ha diretto Sobre las nubes (2022) e Las cosas indefinidas (2023). Questi tre lungometraggi sono stati proiettati in numerosi festival e rassegne internazionali e hanno ricevuto molti premi.
Sinossi Une femme aujourd’hui: Juliette ha trentacinque anni e sembra avere tutto: un lavoro di alto profilo nel settore finanziario, una bella casa e una vita fatta di continui viaggi. La madre spera di avere dei nipoti, mentre le notti di Juliette sono piene di amanti passeggeri. Un giorno, però, viene aggredita da un collega durante un evento aziendale e il suo mondo crolla. Juliette decide allora di intraprendere un nuovo percorso per dare un senso alla sua esistenza.
Robert Guediguian (Marsiglia) è di origini armene da parte del padre operaio, e tedesche da parte della madre addetta alle pulizie. Da un lato, proviene da un popolo che ha subito un genocidio, dall’altro da un popolo che lo ha perpetrato. Ciò lo ha reso un sostenitore incondizionato della ridistribuzione della ricchezza, un universalista e un antirazzista. Attraverso il quartiere operaio di L’Estaque, esplora le storie di coloro che definisce, con le parole di Victor Hugo, i «poveri»: operai, impiegati, piccoli imprenditori, disoccupati, immigrati, emarginati… Ha sviluppato la sua visione del mondo realizzando film anche a Sarajevo, Erevan, Beirut e Dakar. I suoi lungometraggi sono stati selezionati sette volte a Cannes, quattro a Venezia e due a Berlino.
Sinossi Balcanica: Quando la musica viene messa al bando in Afghanistan, il direttore d’orchestra Nazar e suo figlio Jalil, giovane suonatore di tuba, sono costretti ad abbandonare tutto ciò che conoscono. Intraprendono così un viaggio lungo la rotta balcanica verso l’Italia, un cammino segnato dall’incertezza ma illuminato dalla speranza di trovare un luogo in cui poter tornare a suonare. Durante il percorso incontrano Greta, una dottoressa italiana. Insieme, i tre si troveranno ad affrontare scelte destinate a cambiare per sempre le loro vite.
Nicola Sorcinelli è un regista italiano. Inizia a lavorare come filmmaker di backstage e assistente alla regia per grandi autori. In parallelo, realizza cortometraggi che partecipano e vincono numerosi festival internazionali, incluse le selezioni Academy Awards Qualifying. Con Moby Dick si aggiudica il Nastro d’Argento. Nel 2024 firma Ape Regina, cortometraggio nato in collaborazione con Emergency ONG. Successivamente, dirige La confessione, nominato in cinquina ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento 2025. Ha inoltre diretto alcuni episodi delle serie tv Briganti e In Utero.

