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Venezia 82, i film italiani di Orizzonti e Fuori Concorso

Venezia, 22 luglio- Tanti gli italiani presenti a Venezia 82 nelle varie sezioni. Non solo dunque i cinque italiani in concorso, ma a cominciare da Orizzonti troviamo: Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli con Benedetta Porcaroli e il secondo atteso film di Laura Samani, dopo Piccolo Corpo, dal titolo Un anno di scuola.

Fuori concorso per le serie ci saranno: Un prophète, che rimanda al film di Audiard, otto episodi diretti da Enrico Maria Artale (El Paraiso), una serie francese affidata a un regista italiano; i primi due episodi della serie diretta da Marco Bellocchio Portobello con Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano e Il Mostro di Stefano Sollima che ricostruisce la prima parte del Mostro di Firenze , un mistero rimasto tutt’ora irrisolto. Dall’estero arriva Etty di Hagai Levi.

Mentre gli italiani Fuori Concorso saranno: L’isola di Andrea con Teresa Saponangelo e Vinicio Marchioni; Il Maestro di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino e l’esordiente Tiziano Menichelli che racconta il rapporto tra un maestro di tennis incapace e un adolescente privo di talento; After the Hunt di Luca Guadagnino, girato a Londra, ma americano, sullo spinoso tema della denuncia sessuale in una prestigiosa università
con Julia Roberts, Orfeo di Virgilio Villoresi e infine l’horror di Paolo Strippoli, ambientato in un tranquillo paese di montagna, La valle dei sorrisi, con Michele Riondino e Romana Maggiora Vergano. Sempre fuori concorso tra gli italiani non fiction: Ferdinando Scianna-Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò e I diari di Angela- Noi due cineasti. Capitolo terzo di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Mentre Fuori Concorso Speciale Cinema & Musica troviamo bel tre italiani: Nino. 18 Giorni di Toni D’Angelo; Piero Pelù. Rumore Dentro di Francesco Fei e Francesco De Gregori Nevergreen di Stefano Pistolini.

Il film di chiusura Fuori concorso è Chien 51 del francese Cédric Jimenez con Gilles Lellouche, Adèle Exarchopoulos, Louis Garrel, Romain Duris e Valeria Bruni Tedeschi, un thriller adrenalinico e fantascientifico in una Parigi del futuro.
Fuori concorso anche : l’animazione giapponese Hateshinaki Scarlet di Mamoru Hosoda su una principessa determinata a vendicare la morte del padre; la dark comedy The Last Viking del regista danese Andres Thomas Jensen; dopo le lunghe vicissitudini produttive In the Hand of Dante di Julian Schnabel con Oscar Isaac, Gal Gadot, Gerard Butler, Al Pacino, John Malkovich, Martin Scorsese, Jason Momoa, Louis Cancelmi, Franco Nero, Sabrina Impacciatore e Benjamin Clementine e il thriller su un broker, un autentico fatto di cronaca: Dead Man’s Wire di Gus Van Sant. Da segnalare Fuori concorso non fiction sul fronte internazionale: Marc by Sofia di Sofia Coppola; Ghost Elephants di Werner Herzog e Director’s Diary di Aleksandr Sokurov.

Per la sezione Orizzonti di Venezia 82 il film d’apertura è Mother di Teona Strugar Mitevska, ritratto non convenzionale di Madre Teresa di Calcutta frutto di un lavoro di ricerca durato quindici anni.
Tra i film di Orizzonti: Divine Comedy dell’iraniano Ali Asgari una riflessione in forma di commedia su cosa significa essere registi oggi in Iran; il dramma Hiedra di Ana Cristina Barragàn; Strange River del regista basco Jaume Claret Muxart un coming of age di un adolescente sul Danubio; Losta Land del giapponese Akio Fujimoto su persone costrette a emigrare in paesi diversi da quelli di origine; Grand Ciel, opera prima del francese Akihiro Hata tra denuncia sociale e rimandi al cinema di fantascienza; Rose of Nevada di Mark Jenkin; Late Fame di Kent Jones con Willem Dafoe; Milk Teeth di Mihai Mincan; Pin De Fartie dell’argentino Alejo Moguillansky; Father di Tereza Nvotovà; En El Camino del messicano David Pablos, originale storia d’amore tra camionisti e trafficanti di droga e Songs of Forgotten Trees dell’indiana Anuparna Roy su due coinquiline a Mumbai.
E ancora: The Souffleur di Gastòn Solnicki con Willem Dafoe nei panni del direttore di uno storico albergo che si batte contro la chiusura; Barrio Triste di Stillz; Human Resource del thailandese Nawapol Thamrongrattanarit sui problemi del mondo del lavoro e Funeral Casino Blues di Roderick Warich, film sentimentale, ma anche di denuncia sociale.

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