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‘Il rumore delle cose nuove’ di Paolo Genovese apre la Festa del Cinema di Roma

Roma, 13 ottobre- “Mi interessano le conseguenze della verità e delle bugie. I segreti ti costringono a fare cose che non vorresti fare. Il falso condiziona le azioni della tua esistenza e queto mii incuriosisce molto”. Così Paolo Genovese che apre la Festa del Cinema di Roma con il suo nuovo film dal titolo ‘Il rumore delle cose nuove’, in uscita il 12 novembre con 01 distribution.

Un film corale che vede protagonisti: Lino Musella, Claudio Santamaria, Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi e Edoardo Pesce. Tutti personaggi che scoprono in fondo di essere dei perfetti sconosciuti. “Mi interessa quello che non si vede nelle persone, quello che sta dietro- prosegue Genovese che è anche autore del soggetto e della sceneggiatura del film insieme a Igor Artibani-. C’è un filo rosso tra ‘Perfetti Sconosciuti’, ‘Follemente’ e ‘Il rumore delle cose nuove’. Il tema dei segreti, del non detto e del nascosto rimane. Nel primo erano segreti quotidiani, in Follemente entriamo nelle menti delle persone e qui sono i segreti dell’anima, quelli che decidiamo di lasciare dormienti e di non condividere con la famiglia”.

Nel film con la coppia interpretata da Emanuela Fanelli e Edoardo Pesce si affronta anche il tema, purtroppo molto attuale, della violenza domestica. “La violenza domestica può essere raccontata da tanti punti di vista e con tante sfumature diverse- dice Genovese-. Ne ho parlato anche nel mio primo corto. Uno poi decide di focalizzarsi su quello che ti ha colpito di più di tutte le storie di violenza sentite, studiate, lette. Le due cose che mi hanno colpito di più sono la difficoltà della vittima di uscirne, rispetto a un atteggiamento di chi è fuori anche giustificabile, ma un po’ superficiale, di dire ma perché non se ne va. Ma quando sei dentro c’è un meccanismo psicologico, di sopravvivenza che ti spinge ad attaccarti alle cose belle: se prendi cento mazzate e un sorriso ti attacchi a quello e speri ogni giorno che qualcosa cambi un po’ come il giorno della marmotta. Il rischio di reiterazione porta tante donne a continuare a rimanere dentro finché nel migliore dei casi te ne vai”.

Sul suo personaggio Emanuela Fanelli racconta :“Alba è un personaggio che mi ha molto intenerito. È pura, luminosa, con dei tratti infantili, di natura è solare. Ma dentro casa è soffocata e si guarda anche lei con lo sguardo di Umberto, suo marito, quindi si sente sempre sbagliata. Volevamo renderli credibili e non macchiettistici, lei è una di quelle donne che pensano che non sta succedendo proprio a lei quella violenza e vive con la speranza che le cose migliorino”. Ed Edoardo Pesce: “Sono ormai specializzato nei cattivi. Mi piaceva lavorare sull’ambiguità di questo personaggio. Ho trovato bello questo doppio: un uomo che fa la clown terapia per i bambini oncologici, un uomo che apparentemente sembrerebbe empatico e generoso, ma che poi nell’intimo è una persona violenta e terribile”.
L’omonimo libro da cui è tratto il film, scritto dallo stesso Genovese nel 2023, finisce in modo diverso. “Gli sceneggiatori ritoccherebbero sempre all’infinito le proprie storie- commenta Genovese-. Questa è una storia contemporanea parla di temi molto attuali, ma in quattro anni le sensibilità cambiano e nel corso di questi anni i personaggi si sono evoluti con noi e hanno preso una strada diversa. L’animo e le dinamiche sono quelle originali”.
Infine conclude: “Mi piace indagare sulla coppia che è una costante della nostra vita e offre decine di spunti. La coppia è ciò che ci tiene e a tutti. Questo è un film in cui le persone mentono a loro stesse e cercano di convincersi che le cose vanno bene”.

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