Roma, 21 settembre- Con un record di 5000 spettatori e spettatrici, si chiusa la sesta edizione del Festival di Film di Villa Medici, manifestazione che, fin dalla sua creazione nel 2021, esplora i legami tra cinema e arte contemporanea partendo alla scoperta di nuove forme di scrittura filmica.
Dal 16 al 20 settembre, tra proiezioni e dibattiti dedicati all’immagine in movimento, gli spazi dell’Accademia di Francia a Roma si sono trasformati in un luogo d’incontro e confronto tra autori e opere che, attraverso linguaggi innovativi, hanno sovvertito, reinventato e messo in discussione il nostro rapporto con la visione cinematografica.
Una edizione, dedicata alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), che ha coinvolto una giuria formata da Zar Amir Ebrahimi, Rosa Barba e Radu Jude, e che ha visto decretare due Premi e una Menzione Speciale tra una selezione di 12 film in competizione internazionale. Il Riconoscimento al Miglior Film e al Premio della Giuria prevede un contributo rispettivamente di € 5000 e € 3000 euro, oltre all’opportunità per i cineasti vincitori di effettuare una residenza a Villa Medici.
Il Premio Villa Medici per il Miglior Film è andato a MARIE MADELEINE di Gessica Généus; il Premio della Giuria è stato assegnato a TUTTI FRUTTI di Céline Sciamma; infine, il film di Dean Wei THE APPLE DOESN’T FALL…, Dean Wei ha ottenuto la Menzione Speciale.
Premio Villa Medici per il Miglior Film 2026
MARIE MADELEINE
Gessica Généus
2026, Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo, Canada, 104’
Produzione: SaNoSi Productions, Ayizan Production, Stenola Productions, Bidibul, Metafilms
A Jacmel, ad Haiti, Marie Madeleine vive di prostituzione.
La sua strada incrocia quella di Joseph, un giovane evangelista. Tra questi due esseri agli antipodi nasce una relazione. Mentre la fede di Joseph vacilla, Marie Madeleine lo trascina verso un mondo in cui il desiderio e la ricerca di libertà rendono tutto possibile.
Gessica Généus è un’attrice, regista e produttrice haitiana. Ha fondato Ayizan Production per promuovere e produrre un cinema realizzato da Haiti. Il suo documentario Douvan jou ka leve (2017) è stato premiato in diversi festival. Il suo lungometraggio Freda (2021) è stato notato a Cannes, confermando la sua importanza nel cinema caraibico.
Motivazione della giuria: «Per la sua esplorazione di ciò che accade quando la fede diventa al tempo stesso un rifugio e una prigione, quando la morale si trasforma in un’arma e quando il desiderio di libertà inizia a scuotere tutto ciò che ci è stato insegnato a credere; per il coraggio della sua visione e la straordinaria umanità del suo cinema, il Premio Villa Medici per il Miglior Film va a Marie Madeleine di Gessica Généus.»
Premio della Giuria 2026
TUTTI FRUTTI
Céline Sciamma
2026, Francia, 40’
Film inedito realizzato nell’ambito della collezione «Où en êtes-vous ?» ideata dal Centre Pompidou
Produzione: Lilies Films, Centre Pompidou
Da quando realizza le proprie immagini, da sola, con i suoi strumenti, Céline Sciamma ha accumulato un archivio intimo. Montati insieme, questi frammenti — dall’IA all’ASMR, dall’impegno al processo di Adèle Haenel — compongono un diario filmato e un saggio su ciò che diventa l’immagine oggi.
Diplomata in sceneggiatura alla Fémis, Céline Sciamma realizza il suo primo film, Naissance des pieuvres, nel 2007, seguito da Tomboy (2011) e Bande de filles (2014). Parallelamente porta avanti un’attività di sceneggiatrice, in particolare per Ma vie de courgette (2016) e Quand on a 17 ans di André Téchiné. Nel 2019, Ritratto della giovane in fiamme vince il premio per la sceneggiatura a Cannes.
Motivazione della giuria: «Per il suo rifiuto della logica del “sempre di più”, per la sua capacità di intrecciare il politico e il personale, la storia e il presente, il cinema, la pittura, la letteratura, la musica e persino TikTok, e per il suo modo così originale di incarnare il desiderio di Stan Brakhage di vedere il cinema professionale ispirarsi agli amatori, il Premio della Giuria va a Tutti Frutti di Céline Sciamma.»
Menzione speciale
THE APPLE DOESN’T FALL…
Dean Wei
2026, Francia, Cina, 19’
Produzione: NOWNESS China, THE O EYE
In una casa, un padre, una madre e una figlia adolescente seguono ciascuno la propria routine, incrociandosi senza mai incontrarsi. Un film-teatro coreografato che fonde danza contemporanea e rotoli dipinti per osservare una famiglia prigioniera dei propri rituali.
Nato in Germania, Dean Wei è diplomato alla Beijing Film Academy. Oggi residente a Pechino, è regista, compositore e direttore della fotografia. Il suo film precedente, Ke wai huo dong (Extracurricular Activity), co-realizzato con Xu Yidan, è stato selezionato alla Berlinale Shorts 2025 per il premio al miglior cortometraggio.
Motivazione della giuria: «Per la sua messa in scena della complessità, spesso taciuta, delle relazioni familiari, per il suo linguaggio cinematografico singolare e di una profonda acutezza, la giuria assegna una Menzione Speciale a The Apple doesn’t fall di Dean Wei.»

