Roma, 3 ottobre- Un panel dal titolo ‘Genius Loci o la possibilità di un’isola: l’intelligenza locale come risorsa cinematografica universale’ è quello che si è tenuto nell’ambito del Ventotene Film Festival, la manifestazione ideata e diretta da Loredana Commonara giunta alla XXXI edizione. Uno spazio di incontro e visione dedicato al cinema italiano e internazionale che si svolge sulla meravigliosa isola pontina.
Quest’anno il panel, moderato dal giornalista e critico cinematografico Federico Pontiggia, tenutosi a Roma presso la sede della Fondazione Lazio Film Commission, ha visto protagonisti il produttore Riccardo Tozzi; i registi Margherita Spampinato e Paolo Strippoli; Silvia Costà, già Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo; il professore di Letteratura e Cinema alla New York University Stefano Albertini; il location manager Massimiliano Colaiacomo; la sceneggiatrice Ilaria Macchia; la montatrice Desideria Rayner e l’avvocata esperta di legislazione cinematografica Diana Rulli.
Un confronto sul rapporto tra cinema, territori e identità perché come ha sottolineato Riccardo Tozzi (fondatore di Cattleya che ha prodotto serie e film come Romanzo criminale, Gomorra e Suburra): “I luoghi sono importanti. Il nostro è un paese composito e la valorizzazione dei luoghi anche linguistici è molto importante. Non bisogna vergognarsi anche di usare anche dei luoghi che siano canonici”.
Mentre Paolo Strippoli, regista de ‘L’estranea’, designato a rappresentare l’Italia alla 99a edizione degli Academy Awards nella categoria Miglior film internazionale, ha raccontato di aver scelto di ambientare il suo film nella Bari del 1999 in un periodo in cui la città viveva una grande crescita economica, poi ha parlato del genere horror e di come questo nel tempo sia cambiato citando i recenti ‘Obsession’ e ‘Backrooms’.
Anche Margherita Spampinato ha parlato della sua opera prima ‘Gioia mia’, con protagonista Aurora Quattrocchi, un film che ha avuto un grande successo e che ha vinto il David di Donatello come miglior esordio. “In Gioia mia ho raccontato una storia ambientata in un posto molto specifico in Sicilia- dice la regista-. È pieno di stereotipi dell’Italia e della Sicilia, ma racconto un’Italia che è quella di una volta. Tanti si sono riconosciuti nel piacere di vedere educati un bambino maschio alla cura. Chi si identificava nel bambino e chi nella nonna”.
Infine il location manager Massimiliano Colaiacomo ha raccontato la sua esperienza di lavoro sui set con Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, Francesca Archibugi e altri registi italiani e internazionali; la montatrice Desideria Rayner del suo lavoro in film come Te l’avevo detto di Ginevra Elkann, L’Impero di Bruno Dumont e N-Capace di Eleonora Danco e la sceneggiatrice Ilaria Macchia dei suoi ultimi lavori come Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, presentato in concorso all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Le assaggiatrici di Silvio Soldini e Tornare di Cristina Comencini.

