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Festa del Cinema di Roma: si parte!

Roma, 19 settembre- “È una festa, non una bolla, quello che sta accadendo nel mondo entrerà”. Così la direttrice Paola Malanga alla presentazione della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 15 al 26 ottobre all’Auditorium e in altre realtà culturali della Capitale. “Ci saranno più di 150 titoli da 38 paesi diversi- sottolinea poi il presidente Salvatore Nastasi-. Volevo che fosse la casa degli autori indipendenti e non solo la Festa di Roma e credo proprio che ci siamo riusciti. Lo scorso anno abbiamo superato le 110mila presenze e quest’estate le 130mila presenze sulle arene, un risultato straordinario per la città di Roma e unico nel mondo. Speriamo di fare ancora meglio”.

Sono diciotto i film in concorso, di cui quattro italiani ovvero 40 Secondi di Vincenzo Alfieri; Gli occhi degli altri di Andrea De Sica, il doc Roberto Rossellini, più di una vita di Ilaria de Laurentiis e Sciatunostro di Leandro Picarella. Tra i titoli in concorso: L’accident de piano del francese Quentin Dupieux, con una straordinaria Adèle Exarchopoulos nel ruolo di una star del web; Good Boy del candidato all’Oscar (Corpus Christi) polacco Jan Komasa, interpretato da Stephen Graham, una fiaba nera, un thriller psicologico che vede protagonista un diciannovenne che si ritrova sequestrato in una villetta di periferia; Kota di György Pálfi, storia di una gallina che vuole disperatamente vivere; Miss Carbon di Agustina Macri, la storia vera di Carla Antonella Rodriguez che in Patagonia è riuscita a sconfiggere la superstizione per cui alle donne era vietato mettere piede nelle miniere; Re-Creation del sei volte candidato all’Oscar Jim Sheridan e David Merriman, ispirato al caso reale dell’omicidio della regista francese Sophie Toscan du Plantier. E ancora: Six jours ce printemps-là di Joachim Lafosse (premio per la Migliore regia con Un Silence alla Festa del Cinema di Roma 2023) con una storia che si svolge in Costa Azzurra; The Things You Kill di Alireza Khatami, un dramma psicologico su un uomo che torna in Turchia dopo aver vissuto negli Stati Uniti, e si trova ad affrontare un lutto, un padre autoritario e un matrimonio in crisi e Winter of the Crow di Kasia Adamik, con la psicologa londinese Joan Andrews (Lesley Manville) che arriva a Varsavia per una conferenza appena prima che venga imposta la legge marziale, il 13 dicembre 1981. Tante le opere prime del concorso: dal neo noir cinese Chang Ye Jiang Jin di Wang Tong, sulla solitudine degli anziani e lo smarrimento dei giovani, al noir Esta Isla di Lorraine Jones Molina, su un uomo che vive di pesca a Porto Rico, ma che decide di avvicinarsi ad attività illecite, fino a Left-Handed Girl di Shih-Ching Tsou, film del Nuovo Cinema Taiwanese. Sempre tra le opere prime troviamo: Mad Bills to Pay di Joel Alfonso Vargas, un film che si svolge sulla spiaggia di Orchard Beach; Nino della francese Pauline Loquès, un film non sulla malattia, ma sull’amicizia con un protagonista che scopre che il suo mal di gola è in realtà un cancro e lo statunitense Our Hero, Balthazar di Oscar Boyson, sull’onda della denuncia della gun culture statunitense. Tra le star internazionali attese (“altre soprese ve le annunceremo più avanti”, dice Paola Malanga) sul tappeto rosso: Jennifer Lawrence per il film Die My Love di Lynne Ramsay, ma anche il regista Luc Besson e l’attore Christoph Waltz per Dracula, nel quale recita anche l’attrice italiana Matilda De Angelis.

E poi gli omaggi a Pier Paolo Pasolini, Claudio Caligari, Franco Pinna (a cui è dedicato il manifesto di questa edizione) e Carlo Rambaldi e i Premi alla carriera al regista iraniano Jafar Panahi, e al produttore cinematografico britannico Lord David Puttnam. Tra le novità il premio trasversale che andrà al Best Doc, quindi una maggiore attenzione al documentario e all’industry. Quest’anno anche un’altra grande novità: Alice nella Città, in virtù del nuovo accordo con la Festa del Cinema, avrà un accredito separato. “Sono molto contento- dice Nastasi-. Dopo un inverno di trattativa abbiamo firmato una convenzione nuova per il prossimo triennio e abbiamo risolto brillantemente delle questioni che c’erano. Ci siamo messi a tavolino e abbiamo firmato questa nuova convenzione con biglietterie separate. Era giusto che fosse così dopo tanti anni: nella reciproca autonomia. Troverete anche una scontistica adeguata che vi permetterà di vedere tutto senza spese ulteriori”.

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