domenica, 29 Gennaio 2023

‘Ultimo tango a Parigi’ torna a Porretta Terme 50 anni dopo

‘Ultimo tango a Parigi’ torna a Porretta Terme 50 anni dopo

Porretta Terme (Romano Milani) – Cinquant’anni fa a Porretta Terme, cittadina affondata nell’Appennino Tosco-Emiliano tra Pistoia e Bologna, veniva proiettato al cinema Kursaal il film più processato della storia della settima arte. Fatte le debite proporzioni, ha passato più tempo nelle aule di giustizia che sugli schermi. Il titolo era solleticante Ultimo tango a Parigi, ma addirittura irresistibile il nome del protagonista: Marlon Brando, 48 anni, appena reduce dal successo mondiale de Il padrino, senza parlare dei suoi precedenti.

Era il 15 dicembre 1972, venerdì, ore 19,30. Il cinema Kursaal, al centro di Via Giuseppe Mazzini che corre parallela al fiume Reno, con le pregevoli architetture di alberghi, caffè e ristoranti, fu letteralmente preso d’assalto e occupato, in men che non si dica, dalle poche centinaia di persone che poteva accogliere, sedute e anche in piedi come si usava allora. Tutto filò liscio fino al momento – così certificano le cronache del tempo – della famigerata e ormai storicizzata “scena del burro”. Si parlò di gruppi di spettatori scandalizzati e indignati che abbandonarono la sala inveendo contro tali “sconcezze”.

“Sei persone!” precisò Gian Paolo Testa presidente della scomparsa Mostra internazionale del cinema libero compartecipe nell’organizzazione della “prima”. Comunque sia, l’allora fatidico “padre di famiglia”, non mancò di sporgere denuncia per “esasperato pansessualismo fine a se stesso”. Risultato, il 30 dicembre 1972 il film fu sequestrato dando il via a un iter giudiziario, che, tra assoluzioni, ricorsi e sequestri, si concluse nel 1976 con una sentenza della Corte di Cassazione che imponeva la distruzione della pellicola. Per l’inaspettata “grazia” dell’allora Presidente della Repubblica, il democristiano Giovanni Leone, una copia scampò al rogo con l’obbligo del deposito alla Cineteca nazionale e permise al film, quando nel 1987 fu ufficialmente riabilitato, di tornare sugli schermi, ora anche piccoli.

Ma perché confinare la “prima” italiana a Porretta Terme dopo quella di New York a ottobre e ad appena ventiquattr’ore di distanza da quella di Parigi? Alberto Grimaldi (è morto l’anno scorso alla soglia dei novantasei anni) che finanziò il film, prima di diventare un grande produttore (una novantina di film) faceva l’avvocato. Cosciente che Ultimo tango a Parigi non sarebbe scampato agli strali della censura e delle allora attivissime brigate moraliste, si studiò le Procure della Repubblica e scelse, tra quelle che riteneva più tolleranti, Bologna, da cui, giudiziariamente, dipendeva Porretta Terme. Ma, come si è visto fu un successo di brevissima durata. Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, nella copia restaurata nel 2018 da Vittorio Storaro, torna il 15 dicembre, giovedì, alle 19,30 al cinema Kursaal di Porretta Terme, unico evento del cinquantesimo organizzato in Italia -precisa Valentina Ricciardelli, presidente della Fondazione intitolata al regista- a completamento della XXI edizione del Festival del Cinema di Porretta, organizzato dall’Associazione Porretta Cinema presieduta da Luca Elmi, erede di quella che era la Mostra Internazionale del Cinema.  

Fondata dallo scrittore Leonida Repaci, dal giornalista Bruno Grieco, da Gian Paolo Testa e Cesare Zavattini, tra il 1960 e il 1982 si propose come un “anti-festival”, “affrancato da ipoteche politiche, ingerenze mercantili e pubblicitarie, compromessi e preoccupazioni d’ordine diplomatico e in antitesi con festival di alto clamore”. A tenerla a battesimo un comitato composto dagli uomini più autorevoli del panorama culturale italiano di quegli anni: Antonioni, Blasetti, Chiarini, De Benedetti, De Sica, De Santis, Fellini, Flora, Gadda, Lizzani, Pratolini, Repaci, Rossellini, Soldati, Ungaretti, Visconti. Nonostante, o forse grazie a tutte queste disavventure, Ultimo tango a Parigi è stato, all’epoca, uno dei più grandi successi del cinema italiano: oltre quindici milioni di spettatori.

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