domenica, 29 Gennaio 2023

Cinema e gender gap: i dati dell’Osservatorio

Cinema e gender gap: i dati dell’Osservatorio

Roma, 22 Novembre – Solo un film su 10 ha un regista donna, 1 su 4 è scritto da una sceneggiatrice, appena il 10 per cento ha una colonna sonora di una musicista. Sono ancora gli squilibri nelle retribuzioni ma i risultati del primo rapporto dell’Osservatorio per la parità di genere del Mic parlano di una tendenza alla riduzione del gender gap ed è inevitabile che la coordinatrice dell’Osservatorio, Celeste Costantino ribadisca, a commento dei dati, il persistere di “una condizione di squilibrio generalizzata nel mondo culturale con disparità di potere tra uomini e donne e importanti differenze retributive”
I dati dell’Osservatorio confermano che sia ancora difficile invertire la tendenza: il gender gap nel mondo del cinema e dell’audiovisivo nel nostro Paese. è meno evidente ma persiste: è di uno a dieci il rapporto tra le donne e gli uomini nella regia dei lungometraggi, sono circa il 25% le donne nella sceneggiatura, nel montaggio e nella produzione e sono tra il 10 e il 16% le donne che sul set si occupano di fotografia, musica ed effetti speciali. Le donne sono in maggioranza soltanto nel trucco (73%), nella scenografia (58%) e nei costumi (82%).

L’Osservatorio, il secondo in Europa dopo quello francese, è stato istituito nel novembre del 2021 e a anno dall’avvio delle sue attività , in occasione della giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, ha prodotto una prima analisi sul gender gap nei diversi ambiti culturali, con un focus sul cinema e l’audiovisivo anche grazie al lavoro congiunto con l’Istat.

ma il tema non riguarda soloml’occupazione e la visibilità o il potere economico che ha forti disparità: c’è una forte sottorappresentazione delle donne in tutte le tipologie di programmi, tanto che la presenza femminile raggiunge il 40% solo nei programmi di intrattenimento e fiction di produzione Rai mentre, per esempio, si ferma ad appena il 15,8% nei programmi sportivi. Significativa anche l’assegnazione dei ruoli nei film e nelle fiction: sono 4 su 10 i ruoli cosiddetti centrali o rilevanti attribuiti alle donne, ma la differenza diventa maggiore per i ruoli di personaggi over 65 quando alle donne viene assegnata solo il 25% delle parti in scena: un dato che merita attenzione e approfondimento.

Quanto alla retribuzione le donne sono pagate mediamente meno dei loro colleghi: una regista guadagna circa un terzo in meno di un collega uomo, una sceneggiatrice circa un quarto in meno. Da sottolineare che lo squilibrio nell’ultimo triennio è cresciuto invece che diminuire.

«Il lavoro di raccolta dati, analisi e proposta di gender policies dell’Osservatorio – conclude la responsabile,Celeste Costantino – va comunque nella nella direzione del giusto riconoscimento del ruolo delle donne nel mondo della cultura».E le donne sono in prima linea: alla presentazione alla quale aderisce anche il Sngci con la sua Presidente Laura Delli Colli, hanno partecipato anche la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, le componenti dell’Osservatorio Cristina Comencini , Maria Pia Calzone, Cristiana Capotondi
con Celeste Costantino impegnate nell’Osservatorio insieme a Eleonora Abbagnato , Flavia Barca , Linda Laura Sabbadini, Souad Sbai, Berta Zezza e sul fronte maschile, Stefano Accorsi, Ricardo Levi , Antonio Parente , Nicola Borrelli, Direttore generale per il Cinema, Onofrio Cutaia e Massimo Osanna della Dg Mic.

Related posts