domenica, 29 Gennaio 2023

Borghi, il confine tra l’amore e l’amicizia è molto labile

Borghi, il confine tra l’amore e l’amicizia è molto labile

Roma, 23 dicembre- “Il confine tra l’amore e l’amicizia è molto labile”. A dirlo è Alessandro Borghi protagonista, al
fianco di Luca Marinelli, de Le otto montagne, diretto da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, film vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e in uscita il 22 dicembre distribuito da Vision.

Tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti (Giulio Einaudi Editore) il film racconta la storia di una profonda amicizia tra Pietro (Marinelli) e Bruno (Borghi). Due bambini che, diventati uomini, cercano di prendere le distanze dalla strada intrapresa dai loro padri. Pietro è un ragazzino di città, Bruno è l’ultimo bambino di uno sperduto villaggio di montagna. Negli anni, Bruno rimane fedele alle sue montagne, mentre Pietro è quello che va e viene. Il loro incontro li porterà a sperimentare l’amore e la perdita, riconducendo ciascuno alle proprie origini e facendo sì che i loro destini si compiano, mentre i due scopriranno cosa significa essere amici per sempre.

Dopo aver scritto insieme la sceneggiatura di Alabama Monroe (2012) Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch questa volta lo scrivono e lo dirigono anche. “Il libro ci ha davvero emozionati- dicono-. Abbiamo trascorso due anni in quei luoghi di montagna con questi personaggi puri che si confrontano e ci fanno confrontare con argomenti importanti della vita di ognuno di noi”.

E poi: “La pandemia ci aveva confinati in casa e come molti avevamo un grande desiderio di spazi aperti, di rientrare in connessione con la natura. Uno dei temi principali del libro di Paolo Cognetti è proprio la natura ed è stato bellissimo, durante questo nostro percorso, esplorarne il romanticismo e la malinconia, ma anche la sua dimensione reale che può dimostrarsi pericolosa e spietata. Siamo stati molto fortunati ad entrare nel mondo di "Le otto montagne", prima con la nostra immaginazione e poi fisicamente, visitando l’Italia e il Nepal. Abbiamo iniziato a imparare l’italiano per poi trasferirci sulle Alpi per otto mesi e successivamente abbiamo scalato l’Himalaya
con un’intera troupe cinematografica. La montagna è onesta e impietosa, ti costringe a misurarti con te stesso, a chiederti perché senti questa spinta ad arrivare in cima. Non ce n’è ragione, eppure lo facciamo. Solo per poi tornare indietro, stupiti”.

Infine Luca Marinelli conclude: “L’amicizia ha a che fare con l’amore e con l’esserci. Basta una telefonata dal Nepal. Pietro: vuoi che torno? Bruno: sarebbe bello. Ecco, questa è l’amicizia”.

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