lunedì, 27 Marzo 2023

Al festival dei Popoli l’omaggio ai fratelli Dardenne

Roma, 10 novembre- Saranno i registi Jean-Pierre e Luc Dardenne gli ospiti d’onore della 63° edizione del Festival dei Popoli (Firenze, 5-13 novembre). Il festival dedicherà ai due registi una retrospettiva, una masterclass (venerdì 11 novembre alle ore 11, Cinema La Compagnia, ingresso libero) e la proiezione in anteprima di “Tori e Lokita” (venerdì 11 novembre ore 21, Cinema La Compagnia) presentato in concorso al 75º Festival di Cannes e in uscita nelle sale italiane dal 24 novembre, distribuito da Lucky Red.

Vincitori di due Palme d’oro per Rosetta nel 1999 (10/11) e per L’enfant – Una storia d’amore nel 2005 (8/11), i Dardenne hanno esordito con i documentari “Le chant du rossignol” (1978), “Pour que la guerre s’achève, les murs devaient s’écrouter” (1980), per poi fondare la casa di produzione Dérives e successivamente Les Films du Fleuve che, oltre ai loro, ha prodotto anche alcuni film di Ken Loach, Xavier Beauvois, Jacques Audiard. La svolta arriva con La promessa del 1996 (11/11), il film che li rivela alla critica internazionale e pone le basi per un cinema asciutto e anti-spettacolare, fortemente radicato nel reale. Seguono, sempre con grande successo di pubblico e critica, Il ragazzo con la bicicletta (6/11), Gran premio della giuria a Cannes. Il percorso prosegue con R… ne répond plus del 1981 (7/11); Il matrimonio di Lorna del 2008 (7/11). In programma anche Il figlio del 2002 (9/11).

Nell’ambito dell’omaggio ai Dardenne la proiezione “Il fare politica – Cronaca della Toscana Rossa” di Hugues Le Paige (del 2005, dall’archivio del festival) prodotto dai registi belgi: un racconto, ancora attuale, che abbraccia un ventennio, con 4 militanti del PCI che attraversano le trasformazioni del proprio partito e di un intero paese (11/11).

La retrospettiva è realizzata in collaborazione con Lucky Red, Fondazione Culturale N. Stensen, Wallonie-Bruxelles International (WBI). AlI’Istituto francese saranno proiettati: Lorsque le Bateau de Léon M. descendit la Meuse pour la première fois del 1979 e Pour que la Guerre s’achève, les murs devaient s’écrouter del 1980 (entrambi 7/11); Leçons d’une Université volante del 1982 (8/11); Regard Jonathan/Jean Louvet, son œuvre del 1983 (10/11).

“I fratelli Dardenne – spiega il direttore artistico del Festival dei Popoli Alessandro Stellino – hanno avuto una funzione importantissima nel configurare quello che oggi è il linguaggio del ‘cinema del reale’, ovvero il racconto del mondo realizzato per mezzo di una forte aderenza agli stilemi del documentario partecipativo ma allo stesso tempo elaborato in senso drammaturgico, abbattendo una volta di più le frontiere tra ciò che consideriamo finzione e ciò che non lo è. Non si tratta quindi solo di rendere omaggio a due maestri indiscussi del cinema contemporaneo ma anche di evidenziare la maniera in cui sono stati capaci di indicare una nuova strada senza la quale non esisterebbe il documentario così come oggi lo conosciamo. Il loro è un cinema umanista ma privo di retorica, crudele e poetico allo stesso tempo, che rivendica la necessità dell’apertura all’altro e dell’accoglienza in un mondo sempre più orientato all’individualismo e alla chiusura delle frontiere tra le persone. Ospitarli a Firenze significa tributare loro un più che doveroso omaggio e riconoscerne il ruolo di iniziatori rivoluzionari”.

La manifestazione – presieduta da Vittorio Iervese, per la direzione artistica di Alessandro Stellino e quella organizzativa di Claudia Maci – presenta il meglio del cinema documentario mondiale in un programma accompagnato da numerosi ospiti internazionali e nazionali.

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