Roma, 22 luglio- La ventitreesima edizione delle Giornate degli Autori sarà ricca e continuerà sulla strada tracciata da Giorgio Gosetti, scomparso lo scorso marzo. Promossa da Anac e 100 autori, le Giornate si svolgeranno nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, dal 2 al 12 settembre, una sezione, che in continuità con quanto costruito finora, prosegue a essere uno spazio indipendente dedicato alla scoperta, al confronto e alla libertà degli sguardi. “Dopo l’iniziale sbandamento a seguito della morte di Gosetti abbiamo proseguito con una grande compattezza. Abbiamo pensato costantemente a lui e vogliamo continuare a onorare la sua eredità, è stato la nostra bussola”, sottolineano Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell’Associazione Culturale Giornate degli Autori, e la direttrice artistica Gaia Furrer.
Dieci i titoli in concorso della selezione ufficiale. Un solo italiano ovvero Balcanica di Nicola Sorcinelli, racconto della fuga di un padre e di un figlio, due musicisti afghani attraverso la rotta balcanica, tra controlli e incontri inaspettati con una dottoressa interpretata da Matilda De Angelis. “Una selezione varia e eclettica- la definisce Gaia Furrer- Una selezione che viaggia in tanti luoghi e che spazia verso tanti generi dal melodramma al romanzo storico, dal western alla fantascienza e alla commedia musicale. Per la prima volta la Nigeria sarà in concorso (ndr. con il melodramma familiare Dear Ajayi di Damilola Orimogunje). Il filo rosso di quest’anno? Sono tutti film i cui protagonisti si spostano, attraversando confini geografici, interiori e psicologici. Sono film vivi che partono in un modo e diventano altro. È come un’anguilla questa selezione e non è scontato dove porti”. Ad aprire il concorso sarà il lungometraggio dell’ ungherese Lili Horvàt, My Notes on Mars, un film di fantascienza romantica su una scienziata con Mackenzie Davis e Rupert Friend. Mentre chiude la selezione Une femme aujourd’hui di Robert Guédiguian che torna a interrogarsi sulla ricerca di verità e giustizia da parte di una donna che ha subito violenza da un suo collega, film che uscirà poi nelle sale grazie a Officine Ubu.
Per la sezione Notti Veneziane, realizzate in accordo con Isola Edipo, sono nove i titoli: “da originali biopic a lungometraggi di finzione sono tutti film che parlano del nostro presente e che ci fanno capire che in Italia c’è ancora una grande vitalità nel cinema indipendente”, dice Gaia Furrer. Inaugura la sezione Roberta Torre, che torna a Notti Veneziane dopo Le Favolose, con Scarpe Rotte, un’opera liberissima ambientata nella Roma della seconda guerra mondiale, con Barbara Ronchi protagonista nel ruolo di Natalia Ginzburg. Nella selezione: Anatomia di un ritratto di Francesco Clerici e Mattia Colombo, con Sara Drago, sulla figura dimenticata di Fernanda Wittgens, la prima donna alla guida della Pinacoteca di Brera; Auber 89 di Giuseppe Schillaci (coprodotto con la Francia) sulla trasformazione di una periferia, prima spazio di speranza e ora di emarginazione; Domenica capitale-Genere domenicale di Giovanna Giuliani, sulla connessione umana come forma di resistenza con protagoniste due donne in pensione; La leggenda del deserto di Elisabetta Giannini, doc sui campi profughi Sahrawi; il doc su una giornalista radio che indaga su un delitto avvenuto negli anni ottanta nell’Italia centrale ovvero Memoria del lampo di Riccardo Giacconi; il western contadino Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti; Il mestiere di Beppe Tufarulo, una coproduzione Italia, Francia e Belgio, con protagonista Luigi Lo Cascio nei panni di uno stralunato imbalsamatore in un Sud d’Italia sospeso. Chiude Le Notti Venezianne il film Si sveglia e sbadiglia, il gatto; poi l’amore di Federico Francioni e Samuele Sestieri, su un’attrice precaria a Roma, racconto del disorientamento di una generazione.
Tre i film italiani fuori concorso: il doc Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi, sulla femminista e critica d’arte Carla Lonzi, un film pieno di materiale d’archivio inedito; Se venisse anche l’inferno di Samuele Rossi sulle vicende di un giovane partigiano e Il massacro di Cosimo Messeri, un racconto sulla solitudine lavorativa e sentimentale, sulla fragilità dei legami contemporanei e una riflessione sulla possibilità di ricominciare. Chiude il fuori concorso il film francese Peau d’homme di Léa Dommenach, commedia sentimentale queer e femminista con Karin Viard e Catherine Deneuve.
Si rinnovano alcune importanti collaborazioni: quella con Miu Miu incarnata dal progetto Miu Miu Women’s Tales e quella con Bookciak, Azione!, che come lo scorso anno chiuderà le Giornate degli Autori e la quarta edizione del premio Le vie dell’immagine, organizzato dalle Giornate con la Fondazione Ente dello Spettacolo e Cinematografo e dedicato agli artisti capaci di attraversare diversi linguaggi visivi. Siae oltre ad assegnare come di consueto il Premio Andrea Purgatori alla Carriera e il Premio al talento creativo da quest’anno sarà main sponsor della manifestazione.
Infine conclude il regista Andrea Segre: “Ci siamo chiesti cosa fosse giusto dedicare a Giorgio Gosetti. Abbiamo pensato di fare crescere una sua idea: nasce Laguna Film Lab-Residenza Artistica Giorgio Gosetti, una nuova residenza artistica che si svilupperà nell’arco dell’intero anno e porterà alla realizzazione di un film collettivo”.

