Roma, 26 marzo- Una lezione speciale per ricordare Carlo Di Carlo nel decennale della scomparsa in un incontro aperto al pubblico al CSC di Roma dove l’opera del regista e critico bolognese tra Antonioni, Pasolini e i suoi documentari dall’archivio Luce Cinecittà hanno offerto anche ad un pubblico di amici storici, cinefili, critici l’occasione di ripercorrere la sua storia valorizzando il contributo prezioso che Carlo ci ha lasciato. E’ c un’eredità di testimonianze preziose dedicate soprattutto al mondo di Pier Paolo Pasolini, poi di Michelangelo Antonioni, icone
alle quali Carlo aveva dedicato la sua amicizia e la sua vita professionale oggi racchiusa in un archivio prezioso oggi affudati all’affettuosa custodia della Cineteca di Bologna alla quale l’aveva voluto destinare.
Nel decennale della sua scomparsa, con un focus sul cinema italiano d’autore degli anni Settanta e, in particolare, sulle poetiche dei sue autori che aveva affiancato non solo sul set un’analisi del lavoro e dell’opera che ci ha lasciato. Grazie all’incontro guidato prof. Flavio De Bernardinis, che ha affrontato anche il film muto Un sistema infallibile, interpretato da Flavio Bucci e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1976, un caso di studio per buona parte parte della lezione. Con Luce-Cinecittà Carlo Di Carlo aveva realizzato numerosi documentari e dedicato il film Lo sguardo del Luce, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014. Di Carlo, infaticabile uomo di cinema, Luce Cinecittà e con il suo modo le persone che gli hanno voluto bene ammirando il suo stile
professionale e personale discreto e dedicato allo studio e alla conoscenza eccezionale del patrimonio di cinema e memoria audiovisiva dell’Archivio.
Nel corso del pomeriggio a lui dedicato sono emersi aneddoti e racconti anche personali che hanno sottolineato anche le sue doti di simpatia, humour e umanità viscerale. Una presenza che resta in alcuni film dedicati con energia
contagiosa, come sottolinea ancora oggi il mondo di Luce Cinecittà in cui aveva a lungo lavorato, alle immagini del Luce, e nell’umanità e nella memoria delle persone che hanno avuto il privilegio di lavorare accanto a lui.
La sua biografia è stata del resto caratterizzata da profondi rapporti di amicizia e collaborazione con maestri del cinema italiano e intellettuali, con Antonioni e Pasolini, Tonino Guerra, Roberto Roversi e molti altri ai quali, come ha ricordato Roberto Cicutto, “aveva dedicato il suo forte impegno di ricerca in un cinema politico e al tempo stesso attento ad un’estetica non fine a sé stessa ma funzionale al racconto di vicende sempre improntate alle origini antifasciste della nostra Repubblica, e al tempo stesso all’introspezione individuale di personaggi tesi alla comprensione delle contraddizioni umane”.
Sue opere sono state presentate alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (Un sistema Infallibile), e a Cannes (Per questa notte). E si era anche distinto per la qualità dei suoi adattamenti e
direzione di doppiaggio di opere come Heimat 2 di Edgar Reitz e Il Decalogo di Krzysztof Kieslowsky. Nell’ Aula Magna del CSC, sono state riproposte e per questo commentate sequenze tratte da alcune sue opere, oltre Un sistema
infallibile, il suo film senza parole e Lo sguardo del Luce, esempio altrettanto sperimentale di found footage. Il tutto, alla presenza degli studenti del primo anno di corso della Scuola Nazionale di Cinema, e di amici e collaboratori fra i quali hanno preso la parola anche Felice Laudadio, Cristian Cappucci, Luca Onorati, Anna Fiaccarini della Cineteca d Bologna e Laura Delli Colli, presidente dei Giornalisti Cinematografici che ha ricordato l’emozione e la sorpresa di Carlo di Carlo Nastro d’Argento alla carriera nel 2010, un premio che aveva molto
amato come il De Sica ritirato subito dopo.

