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De Laurentiis contro il ministro Giuli

Roma, 23 marzo- “Bisognerebbe fare un po’ di scuola di seduzione al ministro Giuli. Perché non viene a confrontarsi? Perché non viene a raccontarci cosa c’entra con il mondo dell’audiovisivo e come crede di farlo grande e di risolvere i problemi di un’imprenditoria italiana che deve essere considerata con grande rispetto e non far produrre da macellai film che non escono nemmeno sullo schermo”. Questo si domanda il produttore Aurelio De Laurentiis a margine della presentazione del nuovo film di Carlo Verdone ‘Scuola di seduzione’. “Quando hai a disposizione 650 milioni all’anno e non li sai suddividere per competenze differenziate è meglio che tu non lo faccia il ministro. Chi te lo fa fare di prenderti queste responsabilità? O di farti derubare? La verità è che il cinema italiano molto spesso ha rubato i soldi pubblici, ahimè, e non si sa perché quelle dieci persone che sanno fare questa professione che crea poi l’industria, un industria atipica e complessa di beni immateriali, non sono mai richiesti per collaborare per dire quali film finanziare e con quale modalità. Se si decidesse di mettere il 50per cento di quei fondi post, a seconda del gradimento che ha avuto il film, verificando anche l’imprenditorialità, molte cose cambierebbero. Questo bisognerebbe dire al ministro Giuli”.
“Ora ci troviamo in una situazione in cui si fanno meno film e questo è preoccupante. Le piccole produzioni fanno anche vedere attori nuovi e registi nuovi e noi abbiamo bisogno di un ricambio generazionale sennò rimaniamo sempre fermi. Questo lo fanno soprattutto le produzioni indipendenti”, dice Carlo Verdone.

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