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Torna il BAFF

Busto Arsizio, 17 marzo-Dal 21 al 28 marzo torna a Busto Arsizio (con digressioni anche a Varese, Castellanza e Legnano), il BAFF – BA Film Festival, giunto alla 24ª edizione. In preapertura, il 20 marzo al Cinema teatro San Giovanni Bosco, il già annunciato concerto di Mauro Ermanno Giovanardi: il leader dei La Crus, che dopo essere stato ospite del festival lo scorso anno, sceglie proprio Busto Arsizio e il suo festival cinematografico per inaugurare il tour del nuovo album solista E poi scegliere con cura le parole. In chiusura, il 28 marzo, in collaborazione con Eventi in Jazz, lo spettacolo di Sergio Rubini & Michele Fazio Trio, Sud, anticipato da una conversazione sulla lunga carriera da attore e regista e sui suoi primi passi.

Ospite di apertura del festival il regista statunitense Abel Ferrara – poeta maledetto del cinema newyorchese, regista di classici contemporanei come Il cattivo tenente e The Addiction – che presenterà il documentario Turn in the Wound, una testimonianza che esplora i conflitti umani e il desiderio di pace attraverso la musica e le parole di Patti Smith, con brani tratti da Antonin Artaud, René Daumal e Arthur Rimbaud, e le testimonianze di chi, in Ucraina, sta tragicamente vivendo la guerra. Un documentario che è anche un viaggio tra poesia e musica alla ricerca di un significato nella sofferenza infinita dei tanti conflitti presenti nel mondo e di quelli che riecheggiano dal passato. Turn in the Wound è uno sguardo sull’eterna ricerca della libertà contro l’incubo dell’oppressione e della forza militare.

La locandina del BAFF di quest’anno omaggia Abel Ferrara e il suo ancora oggi dirompente Il cattivo tenente attraverso il tratto inconfondibile, insieme mimetico eppure personalissimo, di Paolo Bacilieri, uno dei più importanti autori del fumetto italiano contemporaneo, capace di muoversi con leggerezza e intelligenza tra il genere e le sperimentazioni più radicali.
Bacilieri è anche l’artefice dei recenti adattamenti a fumetti di due dei più noti romanzi di Giorgio Scerbanenco, entrambi del 1966, Venere privata e Traditori di tutti, rispettivamente il primo e il secondo della “quadrilogia di Duca Lamberti”, pubblicati da Oblomov nel 2022 e nel 2025. Sarà quindi tra i protagonisti di una serata Scerbanenco, con Elisabetta Sgarbi ed Eugenio Lio, regista e sceneggiatore di L’isola degli idealisti (2024), adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo “perduto” di Scerbanenco, prima proposto dalla loro Nave di Teseo, e con Alberto Pezzotta, che ha da poco pubblicato per Mimesis Il noir italiano prima e dopo Scerbanenco, esaustiva ricognizione sul giallo e nero italiano dal secondo dopoguerra ai ’70 dove lo scrittore di Kiev e milanese d’adozione è, fin dal titolo, metronomo e pietra angolare.

Focalizzato nelle ultime edizioni sui primi passi di registi e autori, il Baff 2026 presenterà l’anteprima italiana di The Chronology of Water, esordio dietro la macchina da presa dell’attrice americana Kristen Stewart, distribuito in Italia da Wanted Cinema e presentato al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard.
Tratto dall’autobiografia della scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, il film narra la storia di Lidia, una giovane donna cresciuta in un ambiente devastato dalla violenza e dall’alcol, che lotta per trovare la sua strada. Lidia riesce a fuggire dalla sua famiglia e a iscriversi all’università, dove trova rifugio nella letteratura. A poco a poco, le parole le offrono una libertà inaspettata.

Come di consueto, il festival si occuperà anche di raccontare i primi passi dei maestri, in una sezione che da quest’anno si intitolerà Prima di diventare grandi, con incontri preceduti o seguiti da conversazioni con gli ospiti. Tra quelli di quest’anno lo scrittore best seller e regista Donato Carrisi; il visionario “Almodovar italiano” Pappi Corsicato; lo sceneggiatore e poi regista Enrico Vanzina; e ancora i Leone d’oro alla carriera per il teatro RezzaMastrella.
Confermati anche quest’anno i due concorsi per opere prime: importanti esordi italiani e opere prime internazionali – in anteprima italiana – concorreranno in due sezioni parallele.
La competizione internazionale propone anche quest’anno cinque opere prime in anteprima italiana, film molto diversi nelle formule e nei toni, ma tutti distinti da uno sguardo originale e penetrante e dalla ricerca di nuovi modi di raccontare e inquadrare il presente. A partire da due autrici che lavorano con sensibilità e inventiva nella soglia tra documentario e finzione. Questi i titoli: Fantaisie (Francia, 2025) di Isabel Pagliai; Macdo (Messico, Grecia, 2025) di Racornelia Ezell; Boys go to Jupiter (USA, 2024) di Julian Glander e Buffet Infinity di Simon Glassman (Canada, 2025).
Il quinto titolo, ciliegina sulla torta della nostra selezione, sarà annunciato a breve nelle future comunicazioni del festival.

Cinque i titoli del concorso italiano: Gioia mia, esordio alla regia di Margherita Spampinato, con Aurora Quattrocchi e Marco Fiore.
E poi: Tienimi presente, esordio alla regia di Alberto Palmiero; Una cosa vicina, documentario di Loris Giuseppe Nese con Francesco Di Leva; Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, e Le bambine di Valentina Bertani e Nicole Bertani. Tutti i film del concorso italiano saranno accompagnati dai registi in sala.

Sono oltre 50 le adesioni al concorso ricevute dalla segreteria della manifestazione; tra queste verranno scelti i 10 partecipanti al workshop.Visioni future, lo ricordiamo, è un contest dedicato a studentesse e studenti di scuole e accademie di cinema, nonché a giovani aspiranti registi e autori che ha l’obiettivo di supportarli nel loro percorso verso l’avviamento professionale. Gli autori selezionati saranno ospitati a Busto Arsizio, durante la settimana del festival, per partecipare a lezioni e laboratori pensati per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.
In collaborazione con la trasmissione di Rai3 Fuori Orario, incrollabile presidio della cinefilia di qualità sul piccolo schermo, inauguriamo una nuova sezione che invita a scoprire linguaggi sperimentali del passato e del presente. Lo faremo in due incontri (a metà tra masterclass e proiezione) dedicati a due autori eccentrici e indomabili, il varesino Gianfranco Brebbia e il bergamasco Luca Ferri: degni eredi cinematografici dei “Lombardi in rivolta” descritti in letteratura da Dante Isella, entrambi fieramente autodidatti, artefici solitari dallo stile inconfondibile, portatori di uno sguardo sull’umano radicale e vagamente alieno.

Il BAFF – B.A. Film Festival – diretto da Giulio Sangiorgio, è organizzato da B.A. Film Factory con il Comune di Busto Arsizio e il supporto dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.

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