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Al cinema arriva ‘Notte prima degli esami 3.0’

Roma, 11 marzo (di Giulia Lucchini)- “Gli esami sono cambiati, così come l’insegnamento e la società, quello che non è cambiato è l’emozione della notte prima degli esami, quel momento prima di gettarsi nel futuro, l’ultimo trampolino prima dell’età adulta”. Così Tommaso Renzoni che firma la sua opera prima ovvero ‘Notte prima degli esami 3.0’, nelle sale il 19 marzo con 01 distribution. Protagonisti un gruppo di liceali romani alla vigilia della maturità (appartenenti per la precisione alla così detta generazione Z, quella nata tra il 1997 e il 2012) che vivono la loro ultima grande avventura insieme tra amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani per ingannare la professoressa più temuta della scuola, la Castelli (Sabrina Ferilli).

Nel cast tanti giovani interpretati da Tommaso Cassissa, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli e Christian Dei. E poi: Gian Marco Tognazzi, Teresa Piergentili, Sebastiano Somma, la cantante Ditonellapiaga per la prima sullo schermo e perfino Antonello Venditti che canta ovviamente la mitica canzone ormai diventata un inno ufficiale dei maturandi. Un brano che ha smesso di essere solo un classico grazie al film omonimo diretto nel lontano 2006 Fausto Brizzi, qui cosceneggiatore insieme allo stesso Renzoni. “Non volevamo fare un sequel, né un reboot. Sono passati vent’anni, è passata una generazione, allora non c’era neanche Facebook e si citofonava agli amici. C’era bisogno dunque di un aggiornamento. Con Tommaso tenevamo un manualetto: 1001 modi per sbagliare questo film. Ecco, abbiamo cercato di dribblarli tutti. Volevamo somigliasse come sapore alla ricetta originale, ma che fosse fruibile anche come un film a sé stante. Il nostro diktat era simile ai precedenti, ma non identico. Oggi è il giorno più inaspettato della mia vita”.

E Sabrina Ferilli racconta: “I ragazzi sono stati eccezionali e Tommaso è molto preparato e dotato. Per me è stato un privilegio fare questo ruolo. C’è sempre la atavica contrapposizione tra genitori e figli, così come quella tra professori e studenti, qui si è raccontato questo e quella notte prima degli esami in modo molto aggraziato. Il mio personaggio conduce una vita di solitudine, pensa a una vecchia conoscenza e ha un rapporto conflittuale con questo ragazzo, ossia Giulio interpretato da Cassissa, ma poi si trova ad accoglierlo e difenderlo”.
“L’ansia per gli esami e i sentimenti nonostante l’avanzare del tempo rimangono sempre uguali- commenta Cassissa-. Serviva l’occasione per raccontare una generazione che vive in un contesto diverso”. Mentre Gian Marco Tognazzi dice: “Per me è stato un privilegio. Qui si celebrano anche gli anni ottanta. È stato un viaggio bellissimo poter fare il padre e mettere a confronto delle generazioni che partono da assunti diversi. Ho vissuto la mia prima notte da genitore e non da figlio proprio l’anno scorso”.

Sull’ecoansia di questa generazione Adriano Moretti dice: “Noi siamo più preoccupati del futuro rispetto alle generazioni precedenti. Abbiamo una sensazione di paura e ansia che ci accomuna tutti”. E Alice Lupparelli: “La nostra è una generazione più fluida, abbiamo cercato anche di rappresentare di più questa liquidità dell’identità in modo simpatico senza cadere nella macchietta”. Mentre Alice Maselli: “Non c’è un solo modo per raccontare la nostra generazione, siamo vasti e tutto è molto veloce e pauroso per noi. Qui abbiamo messo insieme tutte queste emozioni e speriamo che i ragazzi ci si possano ritrovare”.
Sulla sua esperienza scolastica il regista racconta: “Ho avuto un’esperienza simile a quella del protagonista. A un certo punto sono stato bocciato. Ho cambiato scuola e ero molto sfiduciato, ma c’è stato un professore di storia e filosofia che ha saputo riacchiapparmi. Mi ha sedotto alla cultura un po’ come fa la professoressa Castelli dialogando con Giulio guardando la quercia”.

E sul film dice: “Non volevamo essere nostalgici. Questo era uno dei nostri principi. Il nostro protagonista è schiacciato dal presente e dal futuro imminente, da un meteorite che può cadergli sulla testa in qualsiasi momento, dall’eco ansia. È una generazione che non sa dove mettere le mani per cambiare il mondo. Ma no che non voglia farlo. Ha più risposte di noi, ma non vogliamo ascoltarle. Abbiamo raccontato la confusione che c’è nell’amore e nel provare a salvare un pianeta da soli”. E Tommaso Cassissa aggiunge: “La mia non è una generazione disimpegnata. Nel film emerge una confusione dovuta a una responsabilità più grande di noi perché sentiamo di dover cambiare il mondo, ma ovviamente è difficile farlo. Non c’è la via di mezzo e non c’è un confronto vero: nessuno salverà nessuno e tutti dovremo collaborare e questo nel film è ben raccontato. Si sottolinea la fragilità di tutti sia dei grandi che dei più piccoli”. E Sabrina Ferilli commenta: “La differenza tra noi e loro è che oggi c’è più consapevolezza e non sempre la consapevolezza dà serenità”.

Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, il film è una produzione Italian International Film con Rai Cinema in collaborazione con Buonaluna.
“Difficile dire di no a questo terzo film anche per motivi sentimentali. Il primo film Notte prima degli esami ha cambiato il cinema italiano. Non c’erano le commedie di sentimenti e ha cambiato le sorti del cinema commerciale, ne è stato il capostipite”, commenta Paolo Del Brocco.
Sul suo debutto al cinema Ditonellapiaga da poco protagonista sul palco di Sanremo con la sua canzone dal titolo ‘Che fastidio! racconta: “Forse questo è stato il battesimo più bello che potessi ricevere. Tommaso è stato gentilissimo così come tutta la troupe. Mi sono misurata con un media diverso. Il mio personaggio mi assomiglia per il suo desiderio di libertà e la sua voglia di uscire dalle regole. A volte questa fuga costante e questo senso di ribellione è un po’ una scappatoia e una ricerca di evasione dall’emotività e dai rischi che ne derivano dell’esporsi. Mi sono davvero emozionata quando Venditti è venuto a cantare in palestra”. Infine sull’utilizzo della sua canzone con riferimenti politici dice: “La mia canzone alle manifestazioni dell’8 marzo? Le canzoni una volta scritte poi diventano delle persone che le cantano. Ognuno può appropriarsene e raccontarle a modo proprio. In ‘Che fastidio!’ cerco di raccontare il disagio di noi donne anche nell’andare a una festa, stare serene, senza costantemente guardarsi alle spalle. Il pezzo può prendere pieghe diverse e sono contenta che diventi un inno delle persone che sono stufe e stanche di questo senso di frustrazione. Nel mio caso era verso le formalità, ma viviamo certamente in un periodo molto violento e il fatto che venga tradotto come manifesto di protesta è per me molto positivo”.

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