Roma, 23 febbraio- Si è chiuso con la consegna degli attestati agli allievi il corso ‘L’alta Moda e il Costume nel Cinema’ promosso da Cinecittà in collaborazione con ASC – Associazione Italiana Scenografi Costumisti Arredatori. Realizzato grazie ai fondi PNRR del Ministero della Cultura, il corso rientra nel LuceLabCinecittà, programma di formazione e avviamento professionale per la creazione di nuove figure nel comparto audiovisivo.
Partito a ottobre 2025, il corso ha avuto una durata di 350 ore presso gli Studi Voxson di Roma, con l’obiettivo di fornire agli allievi una visione completa e approfondita dell’arte sartoriale applicata al mondo del cinema. Con un mix di studio teorico ed esercitazioni pratiche, e un focus di studio dei costumi ispirati a figure iconiche della settima arte dagli anni ’30 a oggi, il corso, curato dai costumisti Carlo Poggioli e Eva Coen, ha accompagnato i partecipanti nello sviluppo di competenze tecniche, creative e culturali. Con lo scopo di formare professionisti in grado di coniugare sartoria, storia della moda e narrazione visiva, con particolare attenzione alla trasformazione dell’immaginario femminile attraverso il costume.
La cerimonia di consegna dei diplomi ha visto la presenza del presidente di Cinecittà Antonio Saccone, del docente e presidente di ASC Carlo Poggioli e di Gabriele Mayer, insegnante del corso di taglio assistito da Aurelia Laurenti, e uno speciale photoshooting degli abiti realizzati dagli studenti durante il periodo di training, ispirati a modelli indossati nella storia del cinema da grandi dive in film memorabili, tra questi capi vestiti da Audrey Hepburn, Grace Kelly, Marylin Monroe. “Desidero congratularmi – le parole del Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni – con gli allievi per il percorso svolto e ringraziare tutti coloro i quali ne hanno reso possibile la realizzazione. Per il Ministero della Cultura sostenere finanziariamente corsi di formazione improntati al rafforzamento delle competenze e delle conoscenze legate ai mestieri che si muovono dietro la macchina da presa significa investire nella crescita dell’industria cinematografica nazionale. Aver destinato una cospicua parte dei fondi Pnrr a nostra disposizione – un impegno che supera i 4,3 milioni di euro – alle ambiziose attività promosse da Cinecittà in collaborazione con prestigiosi partner garantirà al cinema italiano di poter contare su una nuova generazione di professionisti di talento”.
Dichiara Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà: ‘Quando parliamo di costume non intendiamo solo abiti per la scena, ma un vero e proprio linguaggio, e non a caso nella nostra lingua la parola ‘costume’ significa anche un sistema di abitudini, un universo sociale. L’arte sartoriale italiana ha dato alla storia del cinema alcuni tra i più begli esempi di stile e bellezza, e il connubio tra moda italiana e cinema ha creato modelli imitati nel mondo. Con questo corso, Cinecittà accompagna i futuri creativi e professionisti di un’arte imprescindibile. Con ASC abbiamo disegnato un percorso particolarmente affascinante, che parte dallo studio di icone straordinarie dagli anni ‘30 a oggi. Dive indelebili come Katherine Hepburn, Anita Ekberg, Lauren Bacall. Non sono solo bellezze che portano abiti stupendi in grandi film. Sono segni di un linguaggio che ha influenzato l’idea femminile, che hanno rivoluzionato l’immaginario e consegnato alle donne – ma anche agli uomini – una prospettiva differente, moderna. Il cinema italiano in questo è davvero un caposcuola, una palestra di modernità. Cinecittà è il simbolo italiano nel mondo di questa idea di stile, e il corso vuole essere un trampolino ai futuri artigiani, e artisti, che daranno parole nuove a un linguaggio universale, che da sempre ci affascina e ci invita ad avere stile, personalità, e bellezza’.
“Abbiamo diplomato 15 giovani che rappresentano il futuro del lavoro del costumista e del tagliatore nel cinema – commenta il curatore e docente Carlo Poggioli – Questi allievi hanno potuto apprendere le migliori tecniche da un grande tagliatore come Gabriele Meyer che ha trasmesso loro quanto appreso in anni di intenso lavoro al fianco di costumisti come Coltellacci, Pescucci, Canonero. Aver consentito in maniera generosa di tramandare la sua esperienza permetterà ai ragazzi di saper affrontare tagli per film molto complicati. Il mestiere del tagliatore è difficile e sempre più raro da trovare. In questo campo l’Italia contina a essere un’eccellenza assoluta: è nei celeberrimi atelier per il cinema del nostro paese come Tirelli, Costumi d’arte Peruzzi e Anna Mode che si formano e la loro bravura è tale che vengono facilmente assunti dalle grandi produzioni internazionali rimanendo poi all’estero. Ecco perché L’alta moda e il costume nel cinema è stato così prezioso, permettendo l’alta formazione di questi giovani mantiene vivo l’artigianato italiano che è alla base del Made in Italy. Inoltre il diploma consentirà un facile accesso al lavoro: è un fatto che diversi allievi del corso precedente stiano oggi lavorando al mio fianco alla pre-produzione di una grande produzione internazionale. Segno che se si cresce e matura nel lavoro lo spazio si trova”.
Il programma del corso di Alta Moda e Costume nel Cinema si è snodato nello studio teorico e pratico di tagli e confezione di capi ispirati a icone dagli anni ’30 a oggi, in grandi film e con costumisti e stilisti storici. Questi i capi con cui si sono cimentati gli allievi: Tonight or never con Gloria Swanson vestita da Coco Chanel, Grace Kelly ne La finestra sul cortile in abito Dior, Anita Ekberg vestita da Pietro Gherardi ne La dolce vita, Audrey Hepburn in Givenchy in Colazione da Tiffany, o gli abiti di William Chang in In the mood for love con Maggie Cheung.
Si è indagato il legame stretto tra moda e cinema, e la trasformazione dei modelli e della rappresentazione del corpo femminile nei decenni. Gli allievi si sono cimentati nella pratica di realizzazione di abiti e accessori, con l’ideazione e produzione di costumi completi, approfondendo il progetto creativo del costume, dalla ricerca all’esecuzione.

