Roma, 23 gennaio- “Vedo le donne come una minaccia alla fragilità maschile perché l’uomo è sempre più impreparato di loro alla vita”. Parola di Gabriele Muccino che porta in sala, 450 copie con 01 distribution a partire dal 29 gennaio, un film dal titolo: ‘Le cose non dette’.
Protagonisti da un lato Miriam Leone e Stefano Accorsi (nuovamente nei panni di una coppia in crisi che non riesce ad avere figli come già erano stati in ‘Amata’, l’ultimo film di Elisa Amoruso, “l’ho visto e mi era molto piaciuta la chimica che c’era tra loro”, specifica Muccino), dall’altro Carolina Crescentini e Claudio Santamaria, altra coppia vicina allo sfacelo e con una figlia in piena preadolescenza (Margherita Pantaleo). Tutti insieme decidono di fare un viaggio a Tangeri in Marocco e la situazione diventa ancora più ingarbugliata quando arriva una giovane studentessa di filosofia, proprio del corso che tiene Accorsi (nel film è un professore universitario), interpretata da Beatrice Savignani.
Prodotto da Lotus Production, una società Leone Film Group con Rai Cinema e tratto dal romanzo ‘Siracusa’ di Delia Ephron, Muccino ne scrive la sceneggiatura insieme alla stessa scrittrice. “L’ho scritta in soli 25 giorni, il plot era molto avvincente e ben costruito. Ho deciso poi di ambientarlo a Tangeri perché la sceneggiatura l’ho scritta mentre ero a Tarifa, una città della Spagna che sta di fronte a Tangeri. È un po’ come vedere Ischia da Napoli. Ci sono andato con il traghetto in giornata e sono tornato con due tappeti e ho pensato che fosse un posto bellissimo per girarci un film. È una città magnetica, così vicina, ma al tempo stesso così lontana. Non sei più in occidente e ti senti più libero e senza più maschere in qualche modo. Ti senti più lontano da casa e lì riesci a esplorare te stesso più a fondo perché ti senti più sicuro, ma non è così ovviamente”.
Un film di genere noir, ma Muccino ci tiene a precisare: “Il mio è un film sull’amore e sulle imperfezioni dell’amore e degli esseri umani. I miei personaggi sono sempre alla ricerca della felicità e di relazioni serene che non trovano.Non ho mai pensato al genere. Per me questo è un film di relazioni portate all’estremo come spesso lo sono le opere ottocentesche di Verdi, di Donizetti, di Puccini, che in parte sono anche presenti nella colonna sonora di Paolo Buonvino. Tra l’altro lui ha anche scritto e prodotto il brano originale Le cose non dette di Mahmood, sempre tra le musiche del film. Io volevo indagare fino a che punto le imperfezioni umane potessero recare un danno e questo è tipico de La traviata e delle grandi opere romantiche in cui i personaggi non conoscono le mezze misure e devono arrivare fino alla fine. Sono estremi e sono pronti a tutto pur di arrivare a quello che aspirano di più che spesso è proprio l’amore. Ma ci arrivano anche molto male. È un film sulle relazioni umane e sulle estreme conseguenze”.
Sul suo personaggio Miriam Leone racconta: “Sono molto felice di essere in un film di Muccino, che è uno dei maestri del cinema contemporaneo. Il mio personaggio è molto complesso. Interpreto una donna che non esplode e che si tiene tutto dentro. Ho cercato di togliere e ho lavorato molto sulla sottrazione. Spesso accade che nella vita pensiamo di avere tutto sotto controllo e invece poi inconsciamente nascondiamo delle cose. Qui le donne danno vita all’azione, non subiscono e lei organizza questo viaggio a Tangeri per risollevare la sua coppia in crisi e quella dei suoi amici. Questo film parla di amore, di amicizia e di relazioni umane fragili. La storia arriva a risultati estremi perché tutti facciamo fatica ad accettare la verità quando è scomoda”.
E Stefano Accorsi: “Mi piace lavorare con Gabriele Muccino perché i suoi personaggi raccontano sempre qualcosa di noi. Tante persone dopo aver visto L’ultimo bacio mi hanno detto che si sono rispecchiati nel mio personaggio. Ci sono cose che decidiamo di non dire e ci sono momenti spartiacque che hanno diviso la nostra vita in due senza che ce ne accorgessimo. Con i film di Muccino passi dal vedere e giudicare qualcuno a ritrovare te stesso sul grande schermo”.
Mentre Carolina Crescentini definisce il suo personaggio: “Un po’ la casa degli specchi del luna park. Vera con gli altri, ma poco vera con sé stessa. È consapevole di essere in un matrimonio infelice, ma non ha il coraggio di trasformarsi. E così preferisce stare male e rimanere in un territorio pacchetto famiglia che conosce, ma con un uomo che non la ama e con una figlia che controlla in continuazione”. E Claudio Santamaria: “Con Gabriele ho recitato nel suo primo film, Ecco fatto. È stata una delle esperienze più divertenti della mia vita. Avevo la sensazione di lavorare a teatro e la macchina da presa era un altro attore in scena. Era maniaco delle prove e della chimica tra gli attori. La collaborazione tra lui e gli attori è sempre stata fondamentale. In questo film ancora di più perché abbiamo fatto un vero e proprio lavoro di squadra”.
Infine Beatrice Savignani conclude: “Interpreto un personaggio intenso che va controcorrente in questo mondo fatto di bugie. Fa una scelta coraggiosa perché ha bisogno di essere vista oltre che amata. Porta avanti quello in cui crede che è l’amore. Mi ha insegnato a non avere paura”.

