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Liberato il cooperante Alberto Trentini

Roma, 12 gennaio- Era il 15 novembre del 2024 quando Alberto Trentini, veneto, fu arrestato in Venezuela circa 3 settimane dopo il suo arrivo nel Paese. Cooperante, Trentini lavorava per la ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità. Quando è stato fermato si stava recando dalla capitale Caracas a Guasdualito. Da allora è iniziata la sua detenzione nel carcere di El Rodeo. L’accusa non è stata resa nota e sono passate diverse settimane prima che arrivassero delle notizie del cooperante.

Oggi 46enne, Trentini secondo quanto riferisce l’Ispi era attivo nel settore della cooperazione da molti anni e aveva operato in Ecuador, Etiopia, Paraguay, Nepal, Grecia, Perù, Libano e Colombia, lavorando per Focsiv, Cefa, Coopi – Cooperazione internazionale, Danish Refugee Council e altre organizzazioni non governative.

In oltre un anno di detenzione, Trentini ha parlato con la famiglia solo tre volte.Poco prima di Natale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato al telefono la madre di Trentini, Armanda Colusso, manifestando la solidarietà di tutto il Paese per la situazione del figlio. La situazione si è sbloccata dopo l’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela del 3 gennaio in cui è stato arrestato il presidente Nicolas Maduro.

All’alba del 12 gennaio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che il governo venezuelano ha liberato Alberto Trentini insieme a Burlò. Un giorno di gioia e di ringraziamenti da parte dei familiari: “Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”.

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