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Al cinema arriva ‘La grazia’ di Paolo Sorrentino con Toni Servillo e Anna Ferzetti

Roma, 13 gennaio- “Ho raccontato un Presidente della Repubblica. Penso che chiunque abbia un potere così alto e un ruolo così importante deve avere dei dubbi. Senza andare nella deriva opposta, che era quella dell’immobilismo della Prima Repubblica, ma anche la risolutezza con cui si prendono adesso così rapidamente alcune decisioni politiche molto importanti non va bene”. Così il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino alla presentazione del suo ultimo film, da lui stesso coprodotto con The Apartment, dal titolo La grazia.

Protagonista Toni Servillo, per questo film vincitore della Coppa Volpi alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia dove è stato presentato in concorso, questa volta nel ruolo di Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica, vedovo, cattolico, giurista e pieno di dubbi che si trova a dover decidere su due delicate richieste di grazia, veri e propri dilemmi morali, e su un tema ancor più difficile e sensibile: l’approvazione o meno di una legge sul fine vita. Al suo fianco Anna Ferzetti, ovvero sua figlia Dorotea, anche lei giurista, e la sua migliore amica, la sarcastica Coco, interpretata da Milva Marigliano. “Abbiamo affrontato prima della politica l’uomo e come il suo carattere e i suoi sentimenti si riverberino su decisioni etiche che deve prendere – spiega Sorrentino -. Si affronta anche il tema delicato dell’eutanasia. Non è il motivo per cui ho fatto questo film, ma sarei felice se riportasse l’attenzione su questo argomento importante ed enorme”.

“Paolo non è solo uno straordinario creatore di immagini, ma è un dialoghista- dice Toni Servillo-. Gli sono molto grato perché mi ha battezzato con L’uomo in più a protagonista di un suo film. È inutile dire che la mia vita cinematografica non sarebbe stata la stessa se non lo avessi incontrato. Ho letto questa sceneggiatura prima di Parthenope e sono rimasto impressionato dalla psicologia di questo personaggio che intreccia il privato con il politico, la memoria, la responsabilità soggettiva e il tempo. Un’idea originale per interrogarsi. Sorrentino ha la capacità di regalare personaggi che irradiano tutto il film”. E Anna Ferzetti: “Per me è stata più semplice la parte più compressa perché mi rappresenta anche come donna. Scoprire di sentirsi rotta dentro è stata la parte per me più difficile. Attingo molto alle cose che ho vissuto e ringrazio molto Paolo per i dialoghi chiari. nei copioni ci sono sempre le didascalie e io lo ringrazio perché le sue lasciavano aperto qualcosa che poi sarebbe nato liberamente sul set. Si parla di amore filiale, per la famiglia, per la legge. C’è un rapporto tra un padre e una figlia, due persone per certi versi simili che hanno una loro modalità per dimostrare il bene reciproco”.

Sul suo modo di fare cinema Sorrentino racconta: “Ho pochi dubbi sul set, anche perché lì c’è il contagiri dei soldi e non avrei potuto fare molti film. Ma ho molti dubbi invece sul cast e quando scrivo. Per quanto riguarda i dialoghi (ndr. che ha scritto lui stesso) in questo caso sono sempre stato un grande appassionato di diritto fin dall’ università, quindi mi è venuto facile scrivere le numerose scene nelle quali Toni e Anna si confrontavano sulla materia giuridica”.
Mentre sulla famiglia, tema molto presente nel suo film, dice: “E’ un valore assoluto. Forse il più importante di tutti. A maggior ragione per questo personaggio che vive nel ricordo della moglie e che ha un rapporto conflittuale, ma anche molto amorevole a suo modo con la figlia”. E sulla politica precisa: “Sono legato a un’idea di politica più antica rispetto a quella che si vede oggi. Attualmente sono abbastanza disilluso e nostalgico perché sono legato a una figura di politico che la interpreta come una vocazione e professa dei valori che sono abbastanza in disuso e vanno dal senso altissimo della responsabilità, alla frugalità, alla rinuncia, tutti valori che si sono un po’ dispersi nei politici attuali. Erano figure politiche che interpretavano la politica come una vocazione piuttosto che come un’occasione che ora è il sentimento prevalente. Oggi la corsa verso la volgarità è senza freni”.

Rispetto all’attualità, il suo Presidente comunque non si ispira “solo” a Mattarella: “Anche Scalfaro aveva una figlia – precisa Sorrentino -. E la formazione giuridica e cattolica è una costante di molti Presidenti della Repubblica. Mi sono ispirato a tanti presidenti, poi man mano il personaggio ha preso una propria via personale”. Distribuito dal 15 gennaio in 500 copie da PiperFilm il film esce nelle sale subito dopo il record di incassi raggiunto al box office dalla coppia Nunziante-Zalone, sui suoi precedenti risultati al botteghino Sorrentino commenta: “A Piper sono contenti, quindi sono felice così. Forse non sarei neanche in grado di gestire un successo così ampio, quindi mi va molto bene giocare sottotono”.

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