Roma, 5 dicembre– “Ho pensato che tanti morti si rigirerebbero nella tomba se vedessero i docufilm su di loro. Allora ho deciso che il documentario su di me lo volevo vedere quando ero in vita. Così ho chiamato Giuseppe Tornatore perché Nuovo Cinema Paradiso è il mio film preferito”. Brunello Cucinelli, imprenditore, umanista, fondatore dell’azienda che porta il suo nome e simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, che ha unito lavoro e filosofia, spiega così la genesi di questo film documentario dal titolo Brunello, il visionario garbato, che sarà nelle sale italiane il 9, 10 e 11 dicembre con 01 Distribution.
Diretto dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, con le musiche del premio Oscar Nicola Piovani, il film ripercorre i luoghi e i momenti chiave della parabola esistenziale di Cucinelli: dall’infanzia in campagna al borgo di Solomeo, trasformato nel simbolo di un capitalismo umanistico. Testimonianze, immagini d’archivio e ricordi personali mostrano un uomo che, da origini umili, ha costruito un’azienda di fama mondiale mantenendo saldi i valori di dignità, bellezza e giustizia sociale.
“Non sapevo cosa sarei riuscito a fare- dice Tornatore-. Sua moglie dice che lui riesce sempre a ottenere quello che vuole e questa è proprio la verità. L’elemento scatenante è stato il suo rapporto con il gioco delle carte, questa è stata la scintilla che mi ha dato ispirazione. Le riprese sono state spalmate nell’arco di due anni”. A proposito del gioco con le carte Brunello commenta: “Ho avuto sempre la passione delle carte, giocavo molto a briscola e a scopa. A otto anni già giocavo bene, anche perché se giocavi male ti prendevano in giro. Le carte sono state la mia passione e poi mi sono servite nel lavoro. Anche la matematica è importantissima, come pensava Pitagora, è la legge dell’universo”.
Prodotto da Brunello Cucinelli SPA e MasiFilm in collaborazione con Rai Cinema. Nel cast Saul Nanni interpreta il ruolo di un giovane Brunello Cucinelli.
“Ho pianto tantissimo sentendo le musiche del film- dice Brunello-: Penso che nella vita quello che rimane sono la poesia e le opere. Io sono innamorato dell’Antica Grecia”.
E Tornatore dice: “Spero che gli spettatori giovani rimarranno colpiti vedendo che anche lui da ragazzo non sapeva bene cosa fare. La sua vita può essere un elemento di sensibilizzazione moderna. Brunello ha avuto sempre degli incontri fortunati. Questo mi ha colpito della sua vita perché era empatico e questo ha indotto negli altri una predisposizione alla generosità che spesso non accade”.
“Ogni cosa deve essere contemporanea al suo tempo- spiega Brunello-. Perché il capitalismo non può esserlo? Perché tu devi guadagnare una cifra alta e l’operaio no? Abbiamo bisogno di riequilibrare e che ci sia il giusto profitto. Altrimenti chi poi farà l’operaio? Noi siamo un paese manifatturiero. Dobbiamo trovare una nuova organizzazione del lavoro e del profitto. Io non ho mai capito come si possa offendere l’essere umano”.
Infine Brunello conclude con un consiglio generale: “Abbiamo bisogno di leggerezza, di educazione, di gentilezza, di garbo e di amore. E abbiamo bisogno di curare i nostri luoghi perché un luogo bello ti ispira sempre qualcosa in più”.

