Roma, 30 settembre- “Mi sento molto a casa: Petra è la mia beniamina. Penso che nonostante la sua ruvidezza sia comunque un modello aspirazionale per molte donne. Molte di noi sono ingabbiate in un modello femminile. Petra invece è dieci passi più avanti, è oltre, perché non è una che combatte gli stereotipi, è una che proprio non li vede. Anche per me, come spettatrice e come lettrice, è un modello a cui ispirarsi, nonostante tutti i suoi difetti. Forse non è una rivoluzionaria, perché non fa proseliti. Lei pensa a sé e non si cura degli altri, ma è un personaggio illuminato e contemporaneo, con una sua visione della vita. Sicuramente libero e questa è una caratteristica molto bella soprattutto in un momento storico in cui tutti abbiamo molto a che fare con il giudizio degli altri”. Così Paola Cortellesi che, dopo l’ondata travolgente del suo ‘C’è ancora domani’, torna nei panni dell’iconica ispettrice Petra Delicato. Diretta da Maria Sole Tognazzi, prodotta da Sky Studios e Cattleya in collaborazione con Beta Film, basata sulle opere di Alicia Giménez-Bartlett e scritta da Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia con la collaborazione della stessa Cortellesi, la terza stagione della serie Petra andrà in onda mercoledì 8 e 15 ottobre in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su Now.
Questa volta ritroviamo la nostra protagonista e il suo sguardo disincantato alle prese con la gestione di un nuovo assetto familiare (strano, ma vero: è andata a vivere con il suo nuovo compagno, interpretato da Francesco Colella, e con i suoi figli) e dentro altri misteri tra il mondo dei furti dell’arte e conventi di suore. In ballo anche nuove trasferte di lavoro: l’orizzonte si amplia dunque e per quanto Genova rimanga il luogo protagonista (“non una semplice cornice, ma una città che non abbandoniamo e che ha contribuito al successo della serie”, specifica Maria Sole Tognazzi), ci si affaccia anche a Palermo. Ovviamente tornano le vecchie conoscenze, in primis il suo fidato viceispettore Antonio Monte (Andrea Pennacchi) pronto ad affiancarla nelle diverse indagini.
“Sono felice che tutti amino Petra – prosegue Paola Cortellesi -. La sua ironia è un valore aggiunto e la rende più affascinante. Un lato caratteriale, presente già nei libri, che abbiamo mantenuto nei dialoghi e nella sceneggiatura. Spesso il suo è un sarcasmo anche un po’ duro e scorretto, ma è proprio quello che la rende meravigliosa”.
Primo personaggio interpretato da Paola Cortellesi dopo lo straordinario successo del suo esordio alla regia. “Questi erano gli accordi – dice –. Ma sono felice di aver stabilito così. È un personaggio molto distante dall’ultimo che ho interpretato e per me è un grande privilegio vestire i suoi panni e essere tornata a lavorare con questa squadra incredibile”. Mentre sul suo prossimo ruolo da presidente di giuria alla Festa del Cinema di Roma commenta: “Sono ancora impreparata per questo compito. Devo visionare dei film in concorso e per me è la prima volta. Sono felice che questo incarico arrivi dalla Festa del Cinema di Roma che mi ha dato moltissimo facendomi presentare il mio primo film da regista. Per me è un modo per rendere omaggio a chi mi ha dato questa possibilità. Farò del mio meglio”.
Ironizzando sui risultati di ‘C’è ancora domani’ Maria Sole Tognazzi commenta: “Sapevo che Paola avrebbe avuto il suo film, che è andato male e dal quale è tornata molto scarica, e che ci sarebbe stata una pausa”. E poi: “Ogni fine serie di Petra pensavo mi sarebbe mancata molto, come quando un’amica parte. La cosa più difficile è stata trovare l’equilibrio tra il giallo, la ricerca del colpevole e la vita personale dei personaggi. Mi sono messa in gioco e abbiamo cercato, attraverso i dialoghi e i momenti leggeri, di portare anche una ventata di novità e di far conoscere sempre di più i personaggi: la loro inquietudine nel caso di Petra e la loro bontà nel caso di Marco e Andrea. Ho cercato anche la mia felicità attraverso di loro”.
La quarta stagione è già in cantiere? “Chi lo sa. Io Petra non la lascerei mai. È un mio pezzo di cuore. Un personaggio che all’inizio ho affrontato con grandi dubbi perché duro, respingente e difficile da amare. Ho cominciato che avevo trent’anni, ora vado per i 52 vediamo come fare i prossimi inseguimenti, spero non con il deambulatore”, risponde la Cortellesi, che, tra tante incertezze, conclude però la conferenza stampa con una sicurezza: farà il suo secondo film da regista.

