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Venezia, Enrico Maria Artale presenta la serie ‘Il profeta’

Venezia, 3 settembre- “Non un semplice remake, ma un nuovo affresco della Francia contemporanea”. Così il regista Enrico Maria Artale descrive la serie in otto episodi presentata in anteprima mondiale a Venezia 82 dal titolo Il profeta, adattamento del film Un Prophète di Jacques Audiard. Un ritratto viscerale, crudo e intenso della vita in una brutale prigione francese, dove Malik, un giovane immigrato africano, deve cercare di sopravvivere dopo essere stato incarcerato per spaccio di droga. Solo e vulnerabile, incontra Massoud, un potente e losco uomo d’affari che gli offre protezione in cambio di obbedienza. Ma Malik si rende presto conto di essere solo una pedina nel gioco di Massoud e che l’unico modo per sopravvivere è prendere il potere per sé.

“Questa serie di sette ore è il risultato di un processo creativo molto personale ed è molto diversa da qualsiasi altra mia esperienza con le serie TV- racconta il regista-. Ho incorporato alcune delle pratiche che ho sviluppato mentre scrivevo e dirigevo il mio ultimo film: girare in ordine cronologico, riscrivere durante la produzione, manovrare personalmente la macchina da presa, cercare la vicinanza fisica con gli attori e lasciare loro libertà emotiva sul set. Tutto questo nel tentativo di migliorare la solidità dei personaggi. Credo che la serie offra un’interpretazione unica e al tempo stesso altamente cinematografica del capolavoro di Jacques Audiard, che è stato per me un importante punto di riferimento fin dai primi anni alla scuola di cinema. Abbiamo raggiunto quest’obiettivo immergendo i personaggi nel particolare universo della città di Marsiglia ed esplorando i conflitti contemporanei con le loro discriminazioni basate su ricchezza, razza, religione e sessualità. Volevo spingere ancora più in là il tono mistico e sofisticato, allontanandomi dai cliché di genere per trovare un equilibrio originale tra cinema d’autore e racconto seriale, fondendo rigore classico, documentario e noir”.

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