Venezia, 3 settembre- E’ stato presentato a Venezia Classici il documentario ‘Elvira Notari. Oltre il silenzio’, diretto da Valerio Ciriaci, che racconta la storia della prima regista italiana e del lungo percorso che l’ha riportata alla luce dopo decenni di oblio.
Protagonista dell’età d’oro del muto napoletano, Elvira Notari realizzò circa sessanta lungometraggi che, intrecciando cultura popolare e uno sguardo autentico sulla vita della città, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italies negli Stati Uniti. Con l’avvento del sonoro e colpita dalla censura fascista, abbandonò il cinema nel 1930. La sua opera cadde nel silenzio e gran parte dei suoi film andò perduta. Oggi, a 150 anni dalla nascita, Elvira Notari torna al centro della scena grazie al lavoro di studiosi e artiste che ne recuperano l’eredità e la reinterpretano attraverso la creazione di nuove opere. “Sin dall’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’eredità di Elvira Notari sono stati i silenzi che circondano la sua storia- dice il regista-. Oltre ai tre film superstiti e a frammenti sparsi, non resta quasi nessuna testimonianza diretta: nessuna lettera, nessun diario, solo alcune fotografie sfuggenti attraverso cui provare a intravedere la donna dietro l’artista e l’imprenditrice.
Eppure, la riscoperta della sua opera, iniziata negli anni Settanta in ambito accademico, è cresciuta fino a diventare una più ampia rivalutazione della sua importanza storica e artistica”. E infine: “Studiose, artisti e ricercatori recuperano proprio le qualità che un tempo l’avevano relegata ai margini, trasformando i vuoti della sua storia in una fonte per nuove interpretazioni e opere. Il nostro film nasce dentro questo movimento, con la speranza di restituire a Elvira Notari il riconoscimento che merita e che le è stato negato troppo a lungo”.
Il doc è prodotto da Parallelo 41 Produzioni (Antonella Di Nocera), Awen Films (Isaak J. Liptzin, Valerio Ciriaci), Cinecittà (Enrico Bufalini) con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale Cineteca di Bologna.
Nel film le voci di studiosi come Gian Luca Farinelli e Mario Franco, Giuliana Bruno e Giuliana Muscio, ma anche
la presenza iconica di Teresa Saponangelo che la impersona in un progetto fotografico di Cristina
Vatielli.

