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Venezia 82, Vicari presenta ‘Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino’

Venezia, 2 settembre- “Il cinema viene da una cosa sporca, dalla vita delle persone piene di contraddizioni, poi talvolta dalla letteratura. Questo libro è pieno di vita perché la vita di Zagari è assurda e contraddittoria”. Così Daniele Vicari che oggi a Venezia 82 ha presentato nella sezione Spotlight il suo ultimo film: Ammazzare stanca. Autobiografia di un assassino, tratto dall’ omonimo libro scritto da Antonio Zagari (ripubblicato recentemente da Compagnia Editoriale Aliberti).
Un’autobiografia cruda e inquietante. Uno dei rari, rarissimi documenti di prima mano sulla ‘ndrangheta: perché rari e rarissimi sono i fuoriusciti che hanno raccontato questo mondo, che da fenomeno di criminalità locale è oggi diventato la più potente mafia del mondo. Storia di un ragazzo che si ribella al suo destino criminale nei primi anni settanta quando la ‘ndrangheta calabrese dilaga e impera dal nord al sud. Antonio, figlio di Giacomo, un boss calabrese trapiantato in Lombardia, dopo aver ucciso più e più volte, capisce di non essere adatto a quella vita: per lui uccidere diventa un peso insostenibile, fino alla ripulsa per il sangue: una ribellione del corpo prima che della coscienza, che però mette in pericolo le persone che ama e la sua stessa vita.

“Ho letto questo libro nel 2008 mentre stavo realizzando il film Il passato è una terra straniera per documentarmi sul mondo del crimine- racconta Vicari-. È l’unico racconto dal di dentro che mi sono portato dietro perché Antonio Zagari era un ‘ndranghetista, ma soprattutto era una persona fragile che si è portato dietro queste sue fragilità. Questo è un libro nel quale lui mette in gioco sé stesso attraverso la scrittura in carcere. È un libro talmente sincero da essere respingente, ma dentro ha qualcosa di profondamente umano: un ragazzo che scopre di non essere libero. E questo diventa deflagrante per tutta l’organizzazione rivelando i suoi codici e i suoi meccanismi”. “Nel suo libro lui con ironia quello che ha fatto, cerca di prendere distanza da quel che è accaduto e per demistificare quello che compie. Racconta le scene un po’ alla Tarantino e alla Scorsese. Lui pensava secondo me che avrebbe pubblicato questo memoriale”, aggiunge.
Nel cast Gabriel Montesi nel ruolo di Antonio Zagari, Vinicio Marchioni, Selene Caramazza, Andrea Fuorto, Thomas Trabacchi, Pier Giorgio Bellocchio e Rocco Papaleo.

“Abbiamo improvvisato con il corpo. Ho lavorato sull’unico video che c’era su Youtube in cui si poteva capire chi era Antonio Zagari”, racconta Gabriel Montesi sul lavoro che ha fatto per interpretare il personaggio. Mentre Vinicio Marchioni nei panni del padre di Gabriel Montesi dice: “Interpreto un uomo che non sa comunicare l’amore o un dubbio. È un uomo cresciuto in un ambiente ‘ndranghetistico. Un animale strano. Mi serviva pensare a un animale più che un essere umano per entrare nel ruolo, qualcuno che fosse disposto a sacrificare i figli con i quali non ha dialogo. Ho pensato al cinghiale”. Infine Selene Caramazza, qui nelle vesti della fidanzata di Antonio Zagari, racconta: “Angela è una donna libera e emancipata molto avanti per quegli anni. Lei sceglie l’amore e decide di stare con Antonio nonostante tutte le contraddizioni. Rappresenta un porto sicuro, una luce di speranza perché riesce a farlo uscire da quel mondo lì. Agisce in modo materno nei suoi confronti e molto protettivo. È un mix di forza e fragilità”.

Prodotto da Pier Giorgio Bellocchio e dai Manetti bros., il film è una produzione Mompracem con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission e sarà prossimamente nelle sale distribuito da 01 Distribution.

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