Venezia, 28 Agosto- “Trecento giorni di detenzione ingiustificata sono un tempo infinito, non è accettabile che una famiglia sia obbligata a una sofferenza così ingiustificabile, e che dura da così tanto tempo, ingiusta soprattutto in assenza di un capo di imputazione per detenere in carcere un ragazzo impegnato solo nella solidarietà”: sono parole di Alberto Barbera, che ha portato il sostegno della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica all’incontro aperto ai cittadini e promosso dall’Associazione Articolo 21, in collaborazione con il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici e l’associazione Isola Edipo, per chiedere la scarcerazione del cooperante veneziano Alberto Trentini, detenuto a Caracas, da quasi un anno, senza una accusa precisa.
“Sono qui per portare la mia personale solidarietà alla famiglia di Alberto, – ha aggiunto Barbera – a disposizione, come la Mostra del Cinema, a far cassa di risonanza di questo caso umano che va risolto al più presto”.
All’evento, nell’arena esterna delle Giornate degli Autori proprio sotto le finestre della casa dove abita la famiglia Trentini e dov’è cresciuto Alberto con Articolo 21 rappresentata come sempre dall’impegno del coordinatore Giuseppe Giulietti e di Ottavia Piccolo. SNGCI ha preso parte alla manifestazione con un intervento della Presidente Laura Delli Colli perché la stampa, non solo del cinema, sostenga la campagna con la quale i Giornalisti Cinematografici hanno seguito l’iniziativa di Articolo 21. All’appello per Alberto sostenuto di molte famiglie che tuttora impegnate nella lunga attesa per conoscere la verità sui propri cari, i Regeni per primi, si sono uniti, con il parroco e la gente del Lido , per le Giornate degli Autori Giorgio Gosetti e per gli autori cinematografici ANAC il Presidente Francesco Ranieri Martinotti. Con loro Silvia Jop che guida Isola Edipo, in prima fila da sempre nella battaglia per Alberto Trentini. La signora Armanda, mamma di Alberto Trentini, sostenuta dai familiari e dall’amicizia veneziana con Ottavia Piccolo, ha letto durante l’iniziativa una commovente lettera di denuncia e di appello perché si intervenga e si aiuti Alberto a tornare a casa.Ne pubblichiamo di seguito il testo diffuso da Articolo 21 che ringraziamo per l’iniziativa.
“Ringrazio il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera che ci ha dato l’opportunità di parlare al mondo dell’arte e del cinema della situazione di mio figlio Alberto Trentini” ha esordito precisando che nelle varie interviste ed interventi la famiglia ha raccontato che Alberto si è da sempre occupato dei più deboli nei vari Paesi del mondo (Ecuador, Perù, Nepal, Etiopia, e Colombia). Nell’ultima esperienza di lavoro (era in Venezuela da poco tempo) il 15 novembre 2024, mentre si recava in missione a Guasdualito per una ONG che si occupa di persone con disabilità, è stato fermato ad un posto di blocco e trattenuto. Sappiamo che è rinchiuso in una struttura di detenzione a Caracas, senza che gli siano state contestate formali accuse. Ora siamo al 28 di agosto 2025 ed Alberto è ancora in prigione. Da allora ha potuto chiamarci due volte e per pochi minuti, ma nessuno l’ha mai potuto incontrare. Esigiamo che il nostro Governo concretizzi gli sforzi per portare a casa Alberto. Ogni giorno in più di detenzione e di attesa produce una intollerabile sofferenza. Mi chiedo spesso: cosa penserà questo ragazzo del
suo Paese che per mesi l’ha abbandonato e non si è attivato abbastanza per liberarlo ? Vorrei gridare la mia disperazione e che il mio grido oltrepassasse l’oceano per arrivare in Venezuela, a chi lo tiene prigioniero da nove mesi. La nostra avvocata Ballerini, l’associazione Articolo 21 con Beppe Giulietti e l’attrice Ottavia Piccolo, i numerosi amici di Alberto, ci sono da sempre accanto, pronti a supportarci in ogni iniziativa e a tutti loro noi siamo grati. Ma non basta. Noi stiamo vivendo un dolore atroce che cresce ogni giorno di più. E allora chiedo anche a Voi di aiutarci: Alberto deve tornare a casa e subito ! Scrivete, parlatene, passate voce . L’attenzione che si crea
anche grazie alla solidarietà di artisti e giornalisti spero possa essere da sprone per chi ancora
tentenna. Grazie di cuore”.

