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Venezia 82, Buttafuoco: “La Biennale è luogo di apertura e confronto”

Venezia, 27 agosto- “La Biennale è stato sempre un luogo di apertura, di confronto, di dialogo. Quello che mi preme sottolineare adesso, nella serenità dovuta a questa istituzione, è che certamente qui mai potrà allignare la censura, mai potrà allignare l’atteggiamento coercitivo nei confronti della libertà di espressione”. Così Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, durante la cerimonia di Preapertura della 82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è intervenuto pubblicamente sulla guerra israelo-palestinese e la tragedia di Gaza che si riversano senza tregua nelle cronache quotidiane, anche in risposta agli appelli arrivati in questi giorni da collettivi di artisti come Venice for Palestine. E ancora: “”Rivendico di poter affidare a questa istituzione il compito che una volta era proprio delle Olimpiadi, cioè fare incontrare i popoli anche tra loro nemici, farli incontrare in una direzione molto più alta che è quella dell’espressione della bellezza, della potente capacità di creare e di essere garanzia, nello spirito critico, della libertà. È qualcosa che predichiamo da sempre nella storia della Biennale di Venezia, nei suoi 130 anni, ed è qualcosa che rivendichiamo e che vogliamo custodire affinché gli artisti, i pensatori, gli uomini liberi e la gente possano trovare in questa istituzione quella cattedra di libertà. Noi facciamo quello che da sempre abbiamo fatto, siamo aperti al dialogo e al confronto”.

In questi giorni il Lido si ritrova al centro di una polemica sempre più accesa sulla Striscia di Gaza. Tutto è iniziato il 22 agosto scorso con una lettera firmata da oltre 1500 tra attori, registi, e professionisti del settore riuniti sotto la sigla Venice for Palestine nella quale si esortavano le istituzioni e i settori del cinema, dell’arte, della cultura e della formazione a essere più coraggiosi e chiari nella condanna del genocidio in corso a Gaza e della pulizia etnica in tutta la Palestina per mano del governo e dell’esercito israeliani. Su Gaza alla presentazione della proiezione nella Sala Darsena del documentario “Origin, The Venetian Lagoon”, firmato dal regista e fotografo francese Yann Arthus-Bertrand è intervenuto anche il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera: “Assistiamo impotenti a un massacro. La Biennale non è indifferente alle tragedie del mondo. Anche qui testimoniamo la nostra partecipazione a eventi così drammatici, dei quali auspichiamo al più presto la conclusione”.
Sempre Alberto Barbera questa mattina alla conferenza stampa di inaugurazione ha risposto all’appello del collettivo “Venice for Palestine” dicendo: “Non restiamo in silenzi. Su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza abbiamo preso una posizione chiara e inequivocabile”. Al centro del dibattito, la richiesta di boicottaggio nei confronti di artisti e istituzioni culturali israeliane, in segno di protesta contro l’azione militare nella Striscia di Gaza.
Barbera ha richiamato quanto già espresso dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, durante la serata di Pre-apertura della Mostra: “Abbiamo già dato una risposta chiara ed esplica. Il presidente Buttafuoco ha pronunciato parole puntuali sul dramma che è sotto i nostri occhi ogni giorno in Palestina, e non solo in Palestina. Ciò che è stato detto non si presta a confusioni di sorta o a equivoci”.

Il direttore Barbera ha ribadito il ruolo della Biennale come “importante istituzione culturale italiana”, sottolineando la sua vocazione storica al confronto e alla libertà espressiva: “Qui la censura non viene esercitata, questo non è un luogo di censure. Nessuna censura è mai accettabile di fronte alla libertà artistica. Per questo respingiamo con determinazione al mittente ogni richiesta di rifiutare inviti agli artisti.” Parole che risuonano in un contesto internazionale segnato da forti tensioni e da un crescente dibattito sull’impatto politico della cultura. La Biennale di Venezia, in questo senso, “si pone come presidio di dialogo”, senza arretrare rispetto alla necessità di dare voce alla tragedia umana in atto a Gaza.
Barbera ha infine voluto esprimere, a nome dell’intera istituzione, la propria vicinanza al popolo palestinese e la condanna della violenza: “Tutti noi esprimiamo la nostra enorme sofferenza di fronte alla tragedia che ogni giorno si consuma nella Striscia di Gaza, con la morte di tanti civili e in particolare di tanti bambini, definiti con termine orribile ‘vittime collaterali’ della guerra. Noi, di fronte all’orrore, non restiamo in silenzio.”

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