Venezia, 27 agosto- “Volevo raccontare un politico che incarnasse un ideale alto della politica come secondo me dovrebbe essere”. Così il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino che oggi apre la 82esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, in Concorso, con La Grazia, da lui scritto e diretto e interpretato da Toni Servillo e Anna Ferzetti.
Il film racconta la storia di Mariano De Santis (Toni Servillo) ovvero il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore, ma comunque il film nasce da uno spunto di cronaca, come racconta Paolo Sorrentino in conferenza stampa. “Nasce da un fatto vero che avevo letto anni fa: Mattarella aveva concesso la grazia a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer. L’ho trovato un dilemma morale molto interessante da raccontare, un motore narrativo. Da lì è nata l’idea di incentrare la storia su un presidente della Repubblica e sulla grazia, che non è solo uno strumento giuridico, ma è una sorta di atteggiamento nei confronti del mondo e della vita, che è anche un atteggiamento amoroso. Ho pensato che questo presidente della repubblica dietro il suo aspetto serio, noioso e rigoroso fosse una persona innamorata non solo della moglie e della figlia, ma di tutta una serie di valori che la politica dovrebbe incarnare. E che si intravedono fortunatamente nel nostro presidente della repubblica”. Altra fonte di ispirazione per il film anche il Decalogo di Krzysztof Kieslowski.
Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea (Anna Ferzett), giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.
Sulle musiche: “Le ho prese da Instagram”, confessa Sorrentino. Mentre sul suo attore prediletto, protagonista dei suoi film, dice: “Il mio amore per Toni è incondizionato e non ha mai conosciuto crisi. Ci troviamo a meraviglia e ogni volta siamo felicissimi di lavorare insieme”. Mentre Servillo: “Ci divide solo la musica. Tornare qui con un film in concorso in apertura e un personaggio così complesso è meraviglioso. Ci siamo fatti del bene reciprocamente e e questo lo ha deciso la vita senza che ci fosse un programma, Questo personaggio è molto diverso da me. Non ho nulla in comune con lui. Ma non avevo neanche nulla a che fare con Jep. Sono personaggi inventati, tutto sommato siamo degli imbroglioni e non riproduciamo la realtà. Non abbiamo fatto riferimento a nessun presidente della Repubblica in particolare”. “Mio padre è stata una presenza importante nella mia vita che ha influito nella scelta della mia professione. Quindi sicuramente ho alcune cose in comune con questo personaggio”, dice Anna Ferzetti.
E ancora Paolo Sorrentino: “I rapporti tra le persone sono inevitabilmente rapporti di potere. E sono esponenzialmente maggiori tra gli uomini politici. Mi interessava raccontare il Quirinale dandogli meno la veste istituzionale di quel luogo simbolo. Mi auguro che questo film possa riportare l’attenzione su un tema fondamentale come quello dell’eutanasia”. Il film uscirà in sala dal 15 gennaio 2026 con PiperFilm.
La Grazia è un film Fremantle prodotto da The Apartment, società del gruppo Fremantle, in associazione con Numero 10 e PiperFilm, prodotto da Annamaria Morelli e Paolo Sorrentino.
MUBI detiene i diritti mondiali del film, esclusa l’Italia. The Match Factory gestisce le vendite internazionali.

