martedì, 26 settembre 2017

Venezia, le parole dei premiati

Venezia, le parole dei premiati

Venezia, 9 settembre (Fr.Pier) – “Non faccio film per vincere premi, ma per mettermi in gioco, rischiare”. Lo dice il Leone d’oro Guillermo Del Toro in conferenza stampa rispondendo a chi gli chiede se pensa che il premio alla Mostra lo aiuterà anche nella corsa agli Oscar. ”Questo film è un atto d’amore e creazione, se qualcosa accade in termini di premi bene, ma non è quello l’importante. La cosa fondamentale è fare qualcosa di personale, non pensare di cambiare per gli altri, devi mantenere la tua purezza, la tua sensibilità e anche se il film che fai viene fischiato, non importa, se hai rispettato questi principi.
”In The shape of water – aggiunge – c’è qualcosa che non avevo provato in altri film”, e aggiunge: ”Siate sinceri e coerenti con voi stessi perché alla fine quello che resta è il lavoro fatto”. Attraverso il genere, negli anni ”abbiamo sperimentato parabole intelligenti e artistiche creato film politici o sul mood della natura umana. Credo sia tempo di capire che non si possono legittimare solo certi film, qualunque opera fatta con intelligenza, amore e passione ha un valore. Promuovere questa idea è la mia missione di vita da quando ho iniziato a fare cinema”. A chi gli chiede quanto la sua ‘messicanità’ lo influenzi come cineasta risponde sorridendo: ”La messicanità è importantissima, ho la testa, la pancia e gli attributi messicani. Quello che voglio fare come regista è parlare a favore degli altri far risaltare che per me la vera bellezza è nell’imperfezione”.

Fra le domande a Charlotte Rampling, coppa Volpi come miglior attrice per Hannah di Pallaoro, quella sulla possibilità di lavorare con altri registi italiani: ”Forse dovrebbe chiedere a loro. Io attendo che mi venga chiesto di ballare, sarebbe bellissimo se lo facessero”.
Questo premio ”è l’aver riconosciuto un merito anche a tutte le persone con cui ho lavorato. Pallaoro ha realizzato un film in cui gli spettatori riescono a riconoscersi e questa è la cosa più importante”. I Festival ”creano una competizione e vincere un premio comunque ti esalta. E’ una sensazione che probabilmente mi dimenticherò tra qualche giorno per ricominciare e immergermi in un nuovo lavoro”.

Per Susanna Nicchiarelli, vincitrice del premio per il miglior film della sezione Orizzonti a ‘Nico, 1988 ”è italiano, perché lo sono io, perché una parte del racconto è ambientato in Italia e la produzione sia a maggioranza italiana, ma penso sia soprattutto molto europeo perché ha partecipato Eurimages e perché racconta la storia di una donna tedesca che vive in Inghilterra, e parte per una tournée in Europa un anno prima della caduta del muro. Ci si può identificare su vari livelli”.

Il palmares di Venezia 74 ha premiato anche Il regista israeliano Samuel Maoz per Foxtrot (Gran premio della Giuria) e l’attore palestinese Kamel El Basha, Coppa Volpi per The insult.
”Spero questo premio possa aiutare il mio percorso artistico – commenta Maoz -. E forse ritrovarci insieme allo stesso tavolo mi auguro quantomeno possa favorire il dialogo” dice Maoz.
Mentre Kamel El Basha spiega che ”non faccio arte per rimpiazzare gli stupidi politici. Io faccio arte come essere umano che si rivolge all’umanità”.

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