martedì, 24 novembre 2020

The Specials, l’utopia sociale di Toledano e Nakache

The Specials, l’utopia sociale di Toledano e Nakache

Roma, 18 ottobre – (fr. Pierl) Stéphane Benhamou e Daoud Tatou, due figure di riferimento in Francia con le loro comunità per pazienti affetti da autismo grave e altre patologie, sono il riferimento per i protagonisti, interpretati da Vincent Cassel e Reda Kateb in The Spcials – Fuori dal comune, dramedy sociale che ha chiuso nel 2019 il Festival di Cannes, per poi uscire a ottobre dell’anno scorso In Francia dove ha avuto oltre 2 milioni di spettatori (per circa 14 milioni di euro al botteghino più altri due incassati finora in altri Paesi).
Il film è alla Festa di Roma in Alice nella città e debutterà nelle sale italiane dal 29 ottobre con Europictures in collaborazione con Lucky Red. I protagonisti del raccont, Bruno, di religione ebraica, e Malik, musulmano, sono da vent’anni in prima linea nell’assistenza attraverso vari progetti dei pazienti autistici più complessi da trattare. Nonostante non manchino una serie di ostacoli burocratici, problemi economici e un sistema sanitario e assistenziale con delle fragilità. A rendere particolarmente potente il film (che ha avuto proiezioni speciali, all’Assemblea nazionale e all’Eliseo), anche l’aver voluto nel cast con gli attori reali operatori sociali e giovani pazienti autistici. I due registi sono partiti dall’amicizia con Benhamou: “L’abbiamo seguito negli anni e abbiamo spesso parlato delle difficoltà per la sua associazione. Alla fine abbiamo deciso di affrontare il tema in un film, incrociando le vite reali con il cinema – spiegano -. Abbiamo chiamato gli attori per dirgli che non stavamo proponendo una sceneggiatura ma un’avventura umana, e allo stesso modo abbiamo proposto agli educatori di fare gli attori e ai ragazzi autistici di vivere l’esperienza del set. The specials è un incontro tra finzione e realtà”. L’aspetto più di fiction nel film “è vedere Vincent Cassel che ha problemi con le donne… anche voi in Italia sapete bene che quello non è vero” scherza Toledano.

Reda Kateb ha preparato il ruolo di Malik partendo dall’incontro con Daoud e “con gli educatori che lavorano con lui, con i giovani autistici. Sono partito dall’interiorità di queste persone più che dall’imitazione, come capita sesso invece nei biopic. Spero che nel film si ritroverà lo sguardo che ho trovato io in loro: non è di compassione, di giudizio, di pietà ma di reale empatia. Si trovano persone speciali da entrambe le parti”.
Il film parla anche della fragilità del sistema sanitario, un elemento emerso con violenza qualche mese dopo l’uscita di The specials con la pandemia, “che ha amplificato le criticità ei problemi della società in Francia come negli altri Paesi – dice Nakache -. Ci siamo resi conto di come alcune delle persone meno pagate, dagli infermieri ai netturbini siano in realtà fra le più necessarie e di quanto fosse necessario proteggere la parti più fragili della nostra società. I genitori con figli autistici, ad esempio, hanno vissuto momenti molto difficili in questi mesi ma c‘è stata anche una piccola luce. Si sono moltiplicati i volontari pronti ad aiutare”.

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