sabato, 21 settembre 2019

Servillo killer con Golino e Buccirosso

Servillo killer con Golino e Buccirosso

venezia, 29 agosto (di Fr. pierl). Un killer “sul finire di una carriera criminale che crede di avere la coscienza a posto. Un’illusione dalla quale si deve liberare quando per tornare a quello che è stato ed ha a disposizione solo due gambe, due braccia e quella faccia. Sono le cinque cose da cui parte. Nella gabbia di un killer spietato in pensione, c’è la fragilità di un uomo che fa il conto con un bilancio certo non positivo. E’ questo che mi è piaciuto del personaggio”. Lo dice Toni Servillo, parlando del personaggio al centro di una storia di vendetta, amore e amicizia, ad alta dose di sparatorie, tradimenti e desiderio di una nuova vita in 5 è il numero perfetto, debutto alla regia del fumettista Igor Tuveri in arte Igort, che firma l’adattamento della sua graphic novel diventata cult. Con Servillo, nel cast, anche carlo Buccirosso, nel ruolo dell’amico fraterno e collega killer Totò o’ Macellaio, e Valeria Golino che dà volto a Rita, da sempre innamorata di Peppino pronta ad aiutarlo quando l’uomo decide di ‘tornare in servizio’ per vendicare l’uccisione del figlio, al quale aveva insegnato la professione di sicario. In una battaglia dal ritmo incessante e sempre più violenta, ambientata in una Napoli piovosa e
notturna anni ’70, i tre si ritrovano ad affrontare due famiglie criminali. Il film, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Roma, dalle Giornate degli autori, debutta parallelamente anche nelle sale, distribuito da 01 in 320 copie.

Igort ha avuto per anni offerte da produttori italiani e internazionali di adattamenti della graphic novel (uscita nel 2002 e pubblicata in 15 Paesi), ma “l’altrove dove volevano portare la storia non aveva niente di sorprendente, o non mi piaceva” spiega il neoregista. A convincerlo a dirigere il film è stato Servillo: “con Toni è nata un’amicizia appena ci siamo conosciuti – dice sorridendo -. Se ho fatto il film, è tutta colpa sua”. Lo stile del fumetto torna nella versione cinematografica: “L’idea che l’immagine sia racconto fa parte del mio dna. Siamo partiti dal non considerare questo un cinefumetto, ma puro
cinema”. Nel film non sono solo Buccirosso e Servillo che sparano, ma anche Valeria Golino: “Igort, “sapeva esattamente sempre quello che voleva e quello che non voleva. Ti conquista unendo sicurezza, entusiasmo e ingenuità”. Quando poi “lavori con attori come Servillo e Buccirosso sai che puoi contare su una macchina da guerra. Guardi Toni e sai che non sbaglia”. Servillo risponde sorridendo: “Una volta un amico comune, Valerio Mastandrea ha detto che lavorare con me è come lavorare con la Digos… ma non è così, ho solo un mio modo di nascondere sul set le incertezze e preoccupazioni”.

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