giovedì, 1 ottobre 2020

Sebastiano Riso, mi sento attaccato tre volte

Sebastiano Riso, mi sento attaccato tre volte

Roma, 3 ottobre – “Sul viso, nello stomaco e all’altezza dello sterno.
Ieri sono stato colpito tre volte, e tre volte mi sento attaccato: come omosessuale, come regista e come persona’. Lo dichiara Sebastiano Riso commentando l’aggressione subita da due uomini ieri nell’androne del palazzo dove abita a Roma. Portato al pronto soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli, i medici hanno riscontrato una contusione della parete toracica addominale e un trauma allo zigomo con edema alla cornea con una prognosi 10 giorni.

“Come omosessuale perché, mentre mi colpivano, mi rivolgevano insulti omofobi – continua Riso – Come regista e come persona perché quegli insulti facevano riferimento a tematiche affrontate nel mio ultimo film (Una famiglia, ndr) , come la possibilità per le coppie gay di formare una propria famiglia, e perché la violenza è stata esercitata contro la mia inclinazione a esprimere me stesso anche e soprattutto attraverso il mio lavoro.

Nonostante la paura e la rabbia, che ancora provo a distanza di qualche ora, sono sicuro che continuerò a farlo, come e più di prima.”

“Siamo sconvolti e arrabbiati, per una tale violenza in Italia oggi – aggiunge la Indiana Production che ha coprodotto Una famiglia con Rai Cinema -. Il cinema è una delle forme più alte di libertà, questa aggressione è gravissima e non bisogna sottovalutarla. Siamo vicini a Sebastiano ferito nel corpo e nell’anima”.

Per Rai Cinema, “Sebastiano Riso è stato vittima di un episodio gravissimo. Chi lo ha colpito ha commesso un atto di violenza fisica e psicologica che condanniamo fermamente. Crediamo che si sia trattato di un’aggressione contro la sua persona ma anche contro il suo lavoro con il quale ha affrontato un tema scomodo. Rai Cinema è accanto a Sebastiano e condivide il suo dolore e la sua amarezza”.

”Sconvolti e indignati per la grave violenza che ha subito Sebastiano Riso, come persona, come omosessuale e come regista” anche i distributori di una famiglia, Bim Distribuzione, che è vicina a Riso ”con affetto e lo sostiene in queste giornate terribili”.

L’associazione 100autori ”esprime profondo sconcerto e preoccupazione per ciò che è accaduto a Sebastiano Riso, regista di “Una famiglia” aggredito ieri e vittima di insulti omofobi.
Il suo film, ora in sala, affronta il tema della pratica dell’utero in affitto. Gli assalitori gli hanno urlato insulti razzisti e l’hanno aggredito nell’androne della sua casa di Roma riferendosi anche ai contenuti della sua pellicola. Riso ha riscontrato una contusione della parete toracica addominale e un trauma della regione zigomatica con edema alla cornea. La prognosi è di 10 giorni.
Questo caso rappresenta l’ennesimo attacco alla libertà di espressione e risulta particolarmente ignobile e disgustoso. L’associazione 100autori non può tollerare in silenzio questa palese ingiustizia ai danni di un collega e di quei tanti altri cineasti che da tempo subiscono la stessa censura e la stessa violenza. A lui va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà”.

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