lunedì, 23 luglio 2018

Rovazzi ‘vegetale’ idealista

Rovazzi ‘vegetale’ idealista

Roma, 12 gennaio (Fr. Pierl) Dopo aver firmato le commedie di Checco Zalone (un sodalizio ora interrotto, ma l’amicizia fraterna resta) regine assolute del box office italiano negli ultimi dieci anni, Gennaro Nunziante ha scommesso sul fenomeno del web e delle classifiche, il 24enne Fabio Rovazzi, qui al suo debutto al cinema, per Il vegetale, commedia agrodolce in sala in 400 copie dal 18 gennaio con Disney.
”Nei film i registi parlano spesso di generazioni diverse dalla propria. Volevo ribaltare il concetto, che fosse la sua generazione di Fabio a raccontarsi, evitando lo stereotipo – ha spiegato Nunziante -. Per me la loro una generazione meravigliosa, perché dalla nostra non ha avuto niente ma nonostante questo non ci aspetta sotto casa per menarci ma cerca di rifondare questo Paese. E non ci si possono aspettare da subito grandi schiarite luminose, bisogna accontentarsi di qualche giornata di sole”. Il protagonista, incarna qualità di cui per Nunziante c’è grande bisogno oggi: la voglia di giustizia, l’avere ideali concreti (”e non troppo astratti come quelli della mia generazione”) e la gentilezza: Ho trovato nel mio cammino molta gente intelligente, ma ne trovo sempre meno educata”.

Un racconto che ruota intorno a Fabio, laureato che vivacchia con lavoretti precari, vivendo con l’amico Nicola (Il bravissimo Alessio Giannone): Quando il padre (Ninni Bruschetta), che si è disinteressato di lui per anni, finisce in coma, tocca a lui occuparsi dell’azienda di famiglia, e prendersi cura dell’implacabile sorellina Nives (Rosy Franzese, 9 anni, che ha già dimostrato il suo grande talento in Sirene) avuta dal genitore con la compagna, finita anche lei in ospedale. Gli ideali di legalità e giustizia di Fabio però mal si conciliano con gli affari poco limpidi del padre e il ragazzo per costruirsi un futuro accetta un impegnativo ‘stage’ in campagna, dove finisce sotto l’ala di Armando (Luca Zingaretti).

”E’ un film con tematiche importanti che non vende la mia generazione come siamo abituati a vederla in giro. Diamo al mio pubblico, composto soprattutto da bambini e ragazzi un messaggio reale, e cioè che bisogna rimboccarsi le maniche – spiega Rovazzi -. E’ un film che chi mi segue non si aspetta.Però penso, spero, sia una commedia adatta a tutti. E’ importante che non si interrompa la fiducia tra te e il pubblico”. La generazione di Rovazzi ”ha ereditato il nulla perché il modello comportamentale era fottere il prossimo. Invece è importante si impari vivere civile. Questo è un momento in cui quelli della mia età sono tutti molto spaesati perché tra precarietà, nuovi lavori, social network, ci troviamo in un momento molto neutro e di domande dove bisogna prendere posizione. Dopo il disegno a matita bisogna arrivare al disegno a china”.

Nunziante ha pensato a Rovazzi come protagonista dopo aver visto il suo video ‘Tutto molto interessante’: ”Per una storia non cerchi qualcuno in particolare, ma un attore, una maschera per la commedia, che sia nuova e moderna, che non scimmiotti qualcosa di già visto. In quel video di Rovazzi lui aveva ad un certo punto una reazione che per me appartiene proprio alla sua generazione. Fabio però aveva però grandissimo problema, essere popolare e ricco. In Italia se sei sfigato è più bello. Poi sapevo che venendo da internat poteva esserci su di lui il pregiudizio, anche perché il cinema italiano non ha lanciato le web star ma le ha buttate nel vuoto. Qui invece c’è un progetto in cui lui è entrato migliorandolo e completandolo”. Prima del film di Nunziante, Rovazzi aveva già ricevuto varie proposte di film, ”sempre rifiutate proprio per non fare gli errori di altri miei predecessori venuti del web, che con arroganza cercavano di parlare la lingua di internet al cinema, la cosa più sbagliata in assoluto”.

Non può mancare per Nunziante una domanda sull’interruzione del suo sodalizio artistico con Zalone, che dirigerà da solo il suo prossimo film, in uscita a inizio 2019: ”Nel 2009 quando Checco ed io abbiamo iniziato a fare film eravamo amici, ora siamo fratelli. Non date retta ai giornali, una rapporto forte come quello che c’è tra noi resta per tutta la vita”. Ha già visto Il vegetale? ”No ma ha letto la sceneggiatura, e ha detto che siccome non c’è lui fa cagare” conclude sorridendo Nunziante.

Leggi anche