mercoledì, 18 ottobre 2017

Rooney Mara e l’abuso di ‘Una’

Rooney Mara e l’abuso di ‘Una’

Roma, 17 ottobre (Fr. Pierl) – La relazione pedofila avuta dal 40enne Ray (Mendehlson) con la 13enne Una (MRuby Stokes, Roomey Mara da adulta), figlia di un vicino di casa, è l’evento alla base dello scontro senza esclusione di colpi di ‘Una’ di Benedict Andrews, trasposizione, tra dramma e thriller psicologico, della piece David Harrower, Blackbird. Il film arriva in Italia in anteprima alla Festa del Cinema di roma.

La domanda esplorata dal film è scomoda e pericolosa: il rapporto fra un quarantenne e una tredicenne è sempre e solo abuso o può essere anche amore, come lui le aveva fatto credere? Rooney Mara cerca la risposta 15 anni dopo i fatti, andando a riincontrare Ray, che dopo 4 anni di prigione per il suo crimine, ormai si è rifatto una vita, cambiando nome e sposandosi. Lui non vorrebbe rivangare il passato, ma lei non si arrende. Tra flashback e presente, il regista non offre risposte, lasciando allo spettatore il compito di decidere.

“E’ come se si riprendesse la storia di Lolita, quindici anni dopo e stavolta dalla prospettiva di lei, che è una donna adulta con un passato lacerato – spiega Andrews -. Per lei scoprire di non essere stata la sola sarebbe un incubo, ma è pronta a rischiare per conoscere la verità”.

Andrews ha pensato subito per la protagonista a Rooney Mara (che ha in programma alla Festa del cinema anche altri due film, The secret Scripture di Jim Sheridan e Lion di Garth Davis, ndr): “La ammiro molto, ha grande forza, intelligenza, e una ferocia interna, mischiate a una grande tenerezza e vulnerabilità”.

La piece “è come un processo, vediamo i due protagonisti quasi sempre da soli in scena nel nuovo incontro dove quello che dicono potrebbero essere anche tutte bugie. Nel film, invece, mostrando anche Una tredicenne, c’era il rischio di far percepire una sorta di complicità da parte della ragazzina. Ho cercato di evitarlo facendo emergere il contrasto tra immagini e rispettivi ricordi. Resta comunque la condanna assoluta dell’atto, che è un crimine inaccettabile, e per il quale Ray giustamente paga”.

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