sabato, 19 settembre 2020

Rampling magnetica

Rampling magnetica

Venezia, 8 settembre – “Un ruolo magnifico, che riflette molto bene lo stato d’animo di una donna. In certe circostanze ti senti in colpa, umiliata, arrabbiata, rinchiusa in una solitudine estrema causata dall’abbandono delle persone. Hannah sa che se riesce a superare questo momento può rinascere in qualche modo”. Così Charlotte Rampling descrive il suo personaggio, una performance che la pone in corsa per la Coppa Volpi come miglior attrice per il dramma/giallo esistenziale di Andrea Pallaoro presentato in concorso alla Mostra di Venezia.

Hannah “prova a sopravvivere al suo destino, esplora silenzio e solitudine, il disagio e la incomprensione – dice Pallaoro, che torna a Venezia a quattro anni da ‘Medeas’ – Sono felice di avere Charlotte accanto a me e mi sento orgoglioso del film che abbiamo fatto, perché credo dia allo spettatore la possibilità di fare il percorso che volevo facesse.

“Per noi era importante privilegiare il mondo interiore di Hannah, senza distrazioni superflue, provando a restituire allo spettatore questo disorientamento. Sono attratto da un cinema che dà la possibilità allo spettatore di fare un percorso personale, vedersi riflesso in alcune cose”.

La protagonista, Hannah, deve si ritrova sola dopo che suo marito, accusato di un crimine orribile finisce in prigione. Una vita, quella di Hannah passata con le giornate facendo le pulizie e cercando di ricostruire il legame con il figlio, che aveva denunciato anni prima, e il nipote.

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