venerdì, 15 novembre 2019

Miccichè, Salemme-Abatantuono pensando a Totò – Fabrizi

Miccichè,  Salemme-Abatantuono pensando a Totò – Fabrizi

Roma, 21 gennaio (Fr. Pierl) – Un classico della commedia, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi di Mario Mattoli (1959) è stata fonte d’ispirazione per Francesco Micciché nel ricreare una coppia di quasi consuoceri ‘contro’, per il suo Compromessi sposi, in sala dal 24 maggio con Vision Distribution, in collaborazione con Sky e Timvision. Una comica tenzone, costruita sul contrasto nord/sud, e su quello tra ‘nuovo che avanza’ modello M5s e ‘berlusconesimo’, quella del film, cui partecipa un cast che comprende, fra gli altri, Elda Alvigini, Rosita Celentano, Dino Abbrescia, Susy laude, Valeria Billelo, e la giovane coppia di aspiranti sposi formata da Lorenzo Zurzolo e Grace Ambrose.

“Nel film c’è anche il tema politico incarnato soprattutto da Gaetano sindaco di Gaeta grillino rappresentante eletto dei 5stelle (la cui onestà si spinge a togliere i permessi al mercatino della madre perché non faceva fattura, ndr) – Spiega Micciché, oggi protagonista anche in Rai, dove è stata presentata la docufiction, diretta insieme a Marco Spagnoli, I figli del destino -. La politica nella storia c’è ma non c’è, viene toccata in maniera laterale. L’obiettivo del film è raccontare due famiglie che si incontrano, e le loro difficoltà, con dei padri un po’ distratti: non si accorgono che i loro figli hanno cose belle da far vedere”. Un altro tema forte “è quello del confronto fra due padri che ammettono i propri errori. L’ispirazione da Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi sta proprio nel fatto che anche lì c’erano due padri, che facevano fatica a capire perché i figli volessero sposarsi”.

L’incontro/scontro fra i due recalcitranti quasi consuoceri, ha per teatro a Gaeta, quando i rispettivi pargoli ventenni, Riccardo (Zurzolo), figlio di Diego (Abatantuono), imprenditore che ha risollevato l’azienda della famiglia della moglie, Amelia (Celentano) e l’influencer Ilenia (Ambrose), figlia di Gaetano, sindaco della città, separato dalla moglie Mia (Alvigini), annunciano ai genitori di volersi sposare. Fra Diego e Gaetano, la diffidenza, già scattata a prima vista, si trasforma nella formulazione di scatenati piani per far separare i ragazzi, coinvolgendo fra gli altri, lo zio spiantato di Ilenia (Aldo Abbrescia), l’ex fidanzato della ragazza (Lorenzo Sarcinelli), la sorella di Riccardo (Bilello) e tre ballerine forse escort.

Il progetto nasce anche “da una voglia di frequentazione reciproca. Avevamo già recitato insieme in un film ad episodi (Buona giornata di Carlo Vanzina, nel 2012), ma avevamo condiviso solo una scena. C’eravamo promessi fuori dal set di trovare nuove occasioni, e quando una è capitata, l’ho colta molto volentieri – spiega Abatantuono -. Rispetto al film di Totò e Fabrizi, sono rovesciate le dinamiche. Qui è quello del nord che si è arrangiato, e lo ha fatto molto bene. E’ un berlusconiano, ha fatto i soldi in quel periodo lì, lascio al pubblico pensare chi potrebbe votare oggi”. Salemme sottolinea che l’intesa sul set “o nasce o non nasce, e con Diego c’è stata subito. E’ un’affinità quasi culturale, abbiamo lo stesso modo di intendere il lavoro e la vita. Anche nella diversità, c’è un’affinità elettiva dal punto di vista del mestiere”.

Molto felici del film anche le due ‘mogli’. “Quando mi hanno chiamato per il provino e mi hanno detto che ci sarebbero stati Vincenzo e Diego, avrei detto sì anche senza sceneggiatura – spiega Rosita Celentano-. Poi mi piaceva il fatto di interpretare, attraverso questo personaggio, quelle mie parti che non si vedono, come l’essere anche un po’ tonta”. Elda Alvigini sottolinea l’intesa con Rosita: “ci siamo trovate tanto che vogliamo fare uno spinoff che si chiama ‘le socere’ – scherza -. Poi Vincenzo è un collega magnifico e generosissimo, come Diego. A me l’improvvisazione spesso è scappata e loro l’hanno accolta. Rosita poi come collega è fantastica, una donna intelligentissima, fissata coi cani… che però sono educati”. In fondo, chiosa Micciché “la vera storia d’amore del film è quella tra loro due – dice indicando Abatantuono e Salemme -. La struttura narrativa prevede un conflitto che sfocia nell’amore e nell’apprezzamento reciproco”.

Leggi anche