domenica, 11 dicembre 2016

Mamet, Quella volta con Manfredi…

Mamet, Quella volta con Manfredi…

Roma, 18 ottobre (Fr. Pierl) Un fiume di ironia, ritratti fulminanti e riflessioni sul mondo del cinema, hanno scandito l’incontro con il pubblico, moderato da Antonio Monda, del grande commediografo, regista e sceneggiatore David Mamet, nell’incontro con il pubblico moderato da Antonio Monda alla Festa del Cinema di Roma.

L’autore di Glengarry Glen Ross (per cui ha vinto il Pulitzer) e Oleanna, candidato due volte all’Oscar, per le sceneggiature di Il verdetto (1983) e Sesso e potere (1998), ha anche rivelato che avrebbe voluto Nino Manfredi come protagonista di uno di suoi film più premiati, Le cose cambiano: ” – Per il ruolo del lustrascarpe che accetta di prendersi la colpa di un omicidio mafioso, Manfredi mi sembrava perfetto. A lui era piaciuta molto la sceneggiatura e così siamo incontrati a Roma, a pranzo con sua moglie i suoi collaboratori. Quando però il suo agente mi ha chiesto se fosse possibile cambiare qualcosa nel personaggio gli ho detto che era l’idea più cretina che avessi mai sentito e siamo ripartiti. Così per la parte ho scelto Don Ameche (che per il ruolo, con il coprotagonista Joe Mantegna, ha vinto la Coppa Volpi a Venezia)”.

Mamet ha anche raccontato con candore che ”Ero un bambino senza qualità, non mi sapevo concentrare e temevo sarei finito senzatetto o morto in prigione. Poi ho scoperto di saper scrivere dialoghi e testi teatrali, e che amavo farlo. Oltretutto ci guadagnavo soldi e cosa più importante mi faceva incontrare ragazze”. Lui al politicamente corretto, oppone ”quello che considero il senso del mio mestiere dire la verità. Perché i drammi riguardano sempre le bugie, dette o scoperte. La mia professione è far inc…re le persone, come è capitato con una mia pièce, Oleanna, sul rapporto fra una studentessa e il suo professore. Gli spettatori a New York alla fine si arrabbiavano tanto da fare a pugni”.

La conversazione con Monda (non è previsto nella formula che il pubblico possa fare domande) di poco più di un’ora, si è sviluppata sui commenti a sette sequenze di opere che ha diretto (tra cui la Phil Spector con Al Pacino e Helen Mirren per la Hbo) o che ha sceneggiato (come gli Intoccabili o l’adattamento della sua piece, Glengarry Glen Ross in Americani di James Foley). Di Gene Hackman che ha diretto in Il colpo ha detto che ”non è facile lavorare con lui e lo rispetto per questo, perché non è facile neanche lavorare con me… non c’è un attore migliore”. Della ”strepitosa” Kristen Bell, protagonista in Spartan, e in un corto comico per la piattaforma Funny or Die, ha raccontato di quando, ”dopo averla ingaggiata mi sono offerto di accompagnarla alla macchina. Lei era così triste… ho capito allora che credeva ci volessi provare con lei, e ho pensato, ‘povera ragazza a questo punto siamo arrivati”’. A Hollywood, secondo Mamet delle centinaia di film prodotti ogni anno è buono solo l’1%, se ne producessero di meno la qualità salirebbe”. Quando Monda gli ha chiesto se apprezzasse gli attori che improvvisano, scoppia in una risata: ”Io e mia moglie (l’attrice Rebecca Pidgeon, presente in sala ndr) stiamo passando a Roma alcuni dei giorni belli della nostra vita… anche perché voi prendete il cibo molto sul serio, mentre noi negli Usa ci preoccupiamo solo se ci sia glutine o no. Andreste mai a pasticciare la creazione di uno dei vostri grandi chef? E’ lo stesso per i miei film. nessun attore mi ha mai chiesto sul set di cambiare qualcosa, forse perché sanno che sono piuttosto bravo a scrivere”. Un consiglio per chi scrive sceneggiature: ”Evitate troppi dialoghi… ricordate che il cinema è fatto di immagini in movimento”.

Al momento Mamet è al lavoro su un libro dedicato ”al proibizionismo nella mia città, Chicago, ed è pieno di gangster… noi amiamo i nostri gangster” e tornerà regista al cinema con l’adattamento della sua piece, Speed-the-plow.

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