sabato, 21 aprile 2018

Il grande giorno, esami per cambiare vita

Il grande giorno, esami per cambiare vita

Roma, 16 ottobre (Fr. Pierl) Quattro adolescenti ”alle prese con una grande chance che potrebbe cambiare la loro vita, in Paesi dove spesso non se ne ha un’altra” sono i protagonisti del nuovo documentario di Pascal Plisson spiega  Il grande giorno, in concorso ad Alice nella città, sezione autonoma della Festa del cinema di Roma, e in sala a febbraio 2016 con Academy Two.
Nel film seguiamo l’aspirante ranger Tom 19enne, in Uganda, dove studia per gli esami presso l’Autorità per la salvaguardia della fauna nel cuore del parco nazionale Queen Elizabeth II. Il pugile in erba Albert, 11enne, a Cuba, che passa ore sul ring, con il sostegno dell’amico Roberto, per prepararsi all’incontro per l’ammissione alla Sport-Study Academy dell’Avana, fucina di  campioni. La coetanea Deegii, in Mongolia che sotto lo sguardo della sua severissima insegnante, si allena per l’audizione per un circo molto importante. E in India Nidhi, quindicenne con un grande talento per la matematica, che si prepara giorno e notte per entrare nella selezione dei Super30, riservata ad allievi promettenti ma di pochi mezzi ai quali viene offerta la chance di studiare ingegneria. Storie di formazione fra dubbi, paure di fallire e l’influenza fondamentale delle famiglie, dal padre di Albert, che spera il figlio realizzi il sogno che a lui era sfuggito, all’amorevole famiglia di Deegii, provata da esercizi che richiedono una quasi impossibile perfezione.
“La mia intenzione era raccontare ragazzi in ambiti diversi, dallo sport all’ambiente – dice il regista, autore nel 2013 di Dopo Vado a scuola (2013), il documentario diventato un successo mondiale, su quattro bambini, che in differenti parti del mondo affrontano difficili viaggi ogni giorno per arrivare a scuola “volevo continuare il racconto con l’adolescenza scegliendo -. All’inizio erano tutti molto sorpresi che volessi parlare di loro, ma hanno  subito accettato, come anche le loro famiglie. Per il nostro tipo di lavoro è fondamentale che ci sia grande collaborazione (sono serviti due anni di preparazione e dieci mesi di riprese). Ci siamo tirati indietro solo qualche volta in cui c’era il pericolo di ostacolare il loro percorso di preparazione”. I ragazzi vengono aiutati anche a film finito: “Cerchiamo per loro sponsor e mecenati – sottolinea Plisson -. A Tom sono stati pagati altri tre anni di studio in Tanzania ed anche Nidhi  potrà proseguire i suoi studi. Abbiamo realizzato il desiderio del papà di Deegii, di poter avere un bagno in casa. Stiamo cercando sponsor per la carriera nella boxe di Albert e abbiamo pagato a Roberto, che sogna di diventare attore, un corso di recitazione”.
Ci sarà anche un terzo capitolo? “No, ma sto pensando a un film d’avventura tutto interpretato da ragazzi e girato in un unico luogo”.

Leggi anche