sabato, 4 luglio 2020

Il cinema necessario di Ferreri

Il cinema necessario di Ferreri

Venezia, 3 settembre – (FR.Pierl) A 20 anni dalla morte Marco Ferreri Anselma Dell’olio rende omaggio al grande cineasta, poco ricordato in Italia, con ‘La Lucida follia di Marco Ferreri – Dangerous but Necessary’, documentario presentato alla Mostra del Cinema nella sezione Venezia Classici.
Il film non fiction sarà distrn sala da Luce Cinecittà e andrà in onda su Sky Arte a maggio 2018, a 90 anni dalla nascita del regista. Attraverso le clip dei film (da El cochecito, a La cagna, da L’ultima donna, a Dillinger è morto, passando, fra gli altri, per La grande abbuffata, Chiedo Asilo, Ciao maschio, Storia di Piera, La donna scimmia) insieme a testimonianze e immagini straordinarie come quelle della battagliera conferenza stampa del regista a Cannes per La grande abbuffata, ci si immerge in un universo creativo tanto originale e violento nella sua verità, quanto potente.
“Marco sembra completamente dimenticato – spiega Nicoletta Ercole, costumista a lungo collaboratrice di Ferreri – per questo ho deciso di coprodurre un documentario su di lui e di chiedere a Anselma Dell’Olio, che l’ha conosciuto bene quando ha fatto da dialogue coach e attrice per Ferreri in Ciao maschio, di dirigerlo”. L’Italia l’ha rimosso Ferreri sottolinea L giornalista neoregista “perché era uno che smontava il sistema, perché mostrava l’uomo nella sua vera essenza di carne e desideri, e non tutti lo vogliono vedere”.

A parlare del cineasta ci sono molte sue attrici, come Isabelle Huppert, Hanna Schygulla, Andréa Ferreol, Ornella Muti e altri importanti collaboratori come Radu Mihaileanu (“Marco con i suoi film ha sempre anticipato di almeno dieci anni i cambiamenti nella società” dice), diventato a sua volta regista, il musicista Philippe Sarde, Dante Ferretti, e il critico e il critico Serge Toubiana.
Un concerto di voci e ricordi che regalano anche uno sguardo intimo sul regista, facendone emergere la sensibilità al di là dei modi spesso bruschi, l’amore per le donne e le fragilità. “All’inizio anche per me non è stato facile avere a che fare con Marco, ma poi ho capito che voleva rendermi sicura di me stessa – spiega all’ANSA Anselma Dell’Olio – . Il suo cinema è talmente chiaro che molta gente resta perplessa. Divide, come tutti i grandi, la gente o lo odia o lo ama”.

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