domenica, 11 dicembre 2016

I poveri ma ricchi di Brizzi

I poveri ma ricchi di Brizzi

Roma, 21 settembre (Fr. Pierl) – ”In questo periodo di crisi il sogno di diventare ricchi è più vivo che mai”: è stata una delle riflessioni da cui è partito Fausto Brizzi, nel realizzare Poveri ma ricchi, la sua commedia di Natale di Fausto Brizzi (in sala il 15 dicembre con Warner Bros, anche coproduttore insieme a Wildside), con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Anna Mazzamauro, e al debutto sul grande schermo, la star Disney Lodovica Comello.

Il film, sul set in questi giorni a Roma, è un remake del grande successo francese Les Tuche (un milione di spettatori Oltralpe nel 2011, e un pubblico di 4 milioni e mezzo di persone per il sequel di quest’anno). “Abbiamo fatto un libero adattamento sulla realtà italiana – spiega il regista – La Francia è diversa, lì i vincitori della lotteria vanno tranquillamente nei talk show, da noi si nascondono”, “per paura gli arrivino continue richieste di soldi”, chiosa Anna Mazzamauro, interprete di Nonna Nicoletta.

Provano a non far sapere nulla, nella loro cittadina del basso Lazio, Roccasecca, anche i Tucci capitanati da Danilo, che ha il volto di Christian de Sica, con capigliatura e barba ricce e bionde (come il protagonista francese, interpretato da Jean-Paul Rouve): “Sembra Rudy Voeller” scherza Brizzi. “Nel film sono un mozzarellaro, e Fausto mi ha mandato per una settimana a imparare il mestiere – racconta De Sica – ora faccio trecce fantastiche. La notizia della vincita viene fuori perché all’ennesima angheria del mio capo, lo butto nel siero di latte e gli dico tutto. Così decidiamo di trasferirci a Milano”. Lì però “i Tucci scoprono tristemente che i ricchi sono molto diversi da come se li immaginavano – dice Brizzi – loro vorrebbero ostentare, ma si ritrovano di fronte milionari in stile Mark Zuckerberg o Bill Gates, magri, vegani, minimal, appassionati d’arte e beneficenza”.

La famiglia invece si scatena ‘compra’ Al Bano per avere canzoni a richiesta (‘da Felicità’ a una sua versione di Renato Zero) e Gabriel Garko, come compagno di visione per la nonna (che allunga le mani) patita di fiction; allestisce una cabina fotografica in salotto per la figlia appassionata di selfie (Federica Lucaferri) e un bancomat in corridoio. ”Loro sono anche ghiotti di supplì e con dolore si accorgono che non è chic mangiarli, perché i ricchi non friggono. Questo per un certo periodo l’avevamo anche pensato come titolo per il film” spiega il cineasta.

“Io compro i gioielli a chili, per colore – dice Lucia Ocone, interprete di Loredana, moglie di Danilo -. L’unica anima sana è il nostro figlio più piccolo, Kevin (Giulio Bartolomei) che è anche la voce narrante della storia”. Brignano nel film è il cognato di Danilo, Marcello: “Sono un botanico dedito a innesti improbabili tra frutti, come la prugnocca, tra prugna e albicocca – dice l’attore -. Mi innamoro di una cameriera, Valentina (Lodovica Comello), alla quale i ricchi non piacciono e per questo continuo a fingermi povero”. C’era da capire “come sarebbe andata l’alchimia con Christian, ma è stato facile trovarla, quando si lavora con un attore come lui e c’è un bravo direttore d’orchestra”. Nel cast, fra gli altri, anche Ubaldo Pantani e Camila Raznovich.

Lodovica Comello, lanciata da Violetta, è “arrivata nel film in punta di piedi. Con Fausto ho reimparato anche a recitare. Nelle serie Disney tutto è amplificato, qui devi risultare ‘normale'”. Visto il suo grande seguito sui social (oltre 3 milioni di like su facebook, un milione e 100 mila follower su twitter), “pensaci tu alla promozione sul web – dice scherzando De Sica -. Mi raccomando, c’ho famiglia”. Rispetto ai francesi “spingiamo il pedale sulla felicità – aggiunge -. Non c’entra niente con i soliti film di Natale, dov’ero abituato alle coppie di comici. Qui c’è un coro di attori bravissimi e ti accorgi che si balla meglio. E io mi diverto sempre tanto a trasformarmi”. Del cinepanettone classico “ha solo il voler fare molto ridere. Non è ad episodi, e non ha volgarità. E’ anche per bambini, come i film Disney, dagli otto agli 80 anni” conclude Brizzi.

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