martedì, 26 settembre 2017

I brutti e cattivi di Gomez

I brutti e cattivi di Gomez

Venezia, 7 settembre – “Cattivi, avidi, spietati anche i disabili sono come noi” dice Cosimo Gomez che dopo aver vinto Solinas 2012 con il soggetto della storia, debutta alla regia con la commedia nera politicamente scorretta Brutti e cattivi, presentata in gara da Orizzonti alla 74/a Mostra del Cinema di venezia e in sala il 19 ottobre con 01. Nel cast multietnico Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco, Rinat Khismatouline, Shi Yang Shi, Marco Pancrazi, Giorgio Colangeli, Filippo Dini. ”Non si tratta di un film sulla disabilità – aggiunge il regista – La disabilità è un dato, ma i protagonisti sono persone che lottano per conquistare la propria felicità, che in un primo momento coincide con l’azione di rubare 4 milioni a una banca. Quando poi uno di loro si dimostra generoso, riuscirà a ottenere la ricompensa più grande, che è l’amore. Ecco, direi che Brutti e cattivi è un film sull’amore”.

“L’idea di partenza è stata questa banda di disabili cattivissimi”.

Nella storia Il Papero (Santamaria), nato senza gambe, sua moglie Ballerina (Serraiocco), che non ha le braccia, Il Merda (D’Amore), rasta tossico perennemente sballato e Plissé (Simone Martucci) nano rapper si improvvisano rapinatori per il colpo che cambierà la loro vita. Per loro non ci sono ostacoli, anche se, dopo il colpo, le cose si complicano: ogni componente dell’improbabile banda sembra avere un piano tutto suo per tenersi il malloppo.

“Avevamo in mano dei personaggi che erano come scatole molto colorate, ma noi attori abbiamo lavorato sul loro dolore, per dargli verità e tridimensionalità, per renderli credibili” spiega Santamaria.

Sara Serraiocco si è preparata “legando le mie braccia dietro la schiena e così sono riuscita a stravolgere la mia fisicità e la mia attitudine, ora sono capace pure di truccarmi con i piedi come Ballerina. Mi piaceva che utilizzasse la seduzione senza minimi sensi di colpa”.

Secondo Marco D’Amore per gli altri si racconta una mancanza, io invece per la prima volta “tenevo i capilli!’. Ho intrapreso un percorso tricologico importantissimo.Giorgio Armani detto “il Merda”, è mosso da questo sogno d’amore infantile per una persona che lo tratti come un essere umano. Nel film non siamo disabili, ma esseri umani”.

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