lunedì, 24 aprile 2017

La ‘caccia’ di Giallini e Santamaria

La ‘caccia’ di Giallini e Santamaria

Roma, 20 gennaio (Fr. pierl) – Un articolo di ‘El Pais’ ”che trattava del ”’Cobrador del frac’ una società di recuperatori di credito spagnoli che vanno dai loro debitori vestiti in eleganti frac facendoli vergognare e mettendoli alla gogna, esercitando un vero e proprio stalking” ha ispirato a Antonio Morabito la storia del suo nuovo film, Rimetti e noi i nostri debiti, di cui si concludono oggi le riprese a Roma. Claudio Santamaria, già protagonista dell’opera precedente  del regista, Il venditore di medicine, è qui un apprendista recuperatore di crediti, istruito dallo smaliziato Franco, interpretato da Marco Giallini.
Il set di oggi è in un ristorante sull’Ostiense ”dove Franco insegna a Guido la gratuità di un’umiliazione, su una cameriera” spiega Giallini. A produrre sono ‘La luna’, ‘Lotus’ con Rai Cinema in coproduzione con Svizzera, Albania e Polonia. ”Parlo di un altro mestiere, abbastanza paradossale, come ho fatto in Il venditore di medicine (dove aveva già diretto Santamaria)” dice Morabito.

 

Guido è un precario, e per i suoi debiti viene picchiato: ”Capisce che l’unico modo per risolvere i propri problemi è andare a lavorare per i suoi esattori – aggiunge il regista -. E il training è affidato a uno dei recuperatori più affermati, Franco, che ha i suoi scheletri nell’armadio”. E’ un film di denuncia? ”Ho dei problemi con quella definizione… è un viaggio profondo nei due personaggi”.
Guido, sottolinea Santamaria, ”fa come quando non hai i soldi per pagare al ristorante e vai a lavare i piatti, solo che qui le mani ti rimangono sporche. E’ costretto a fare delle cose che lo mettono di fronte a se stesso e ai lati oscuri del proprio carattere. Lotta per la sua sopravvivenza in una società che ci costringe a fare cose che non ci piacciono, superando anche il confine tra legale e illegale”.

Franco invece, commenta Giallini (che vedremo a febbraio di nuovo in commedia con Beata ignoranza di Massimiliano Bruno) ”è già bello dentro il suo lato oscuro. Ogni tanto qualche dubbio ce l’ha ancora ma quella è la sua strada. Gli importa solo della sua famiglia”.

 

Rimetti a noi i nostri debiti, tutto ambientato a Roma, unisce la periferia di Primavalle (”Credo che non si girasse un film là da Europa 51” dice Morabito) al centro produttivo di Prati e l’Eur. Tra gli altri personaggi Rina (Flonja Kodheli), barista che stringe un forte legame con Guido, la moglie di Franco (Agnieszka Zulewska) e un vecchio professore (Jerzy Stuhr): ”è un po’ il mentore del mio personaggio – spiega Santamaria, che ha in uscita Brutti e cattivi con Marco D’Amore -. Interpreta il mondo sul tavolo di un biliardo”.

La tecnica di recupero crediti dei due protagonisti è definita da Morabito ”tragicomica e bizzarra”. Si sviluppa ”in tre fasi – dice Giallini -. Dalle due chiacchiere, al fare paura fino a scivolare nell’illegalità”. In alcun momenti ”ci sono anche toni da black comedy” commenta il produttore Amedeo Pagani -. Raccontiamo personaggi che nella realtà possono agire grazie al vuoto normativo e alla corruzione”. In Italia, dove dominano le commedie, è difficile fare un film su questo tema? ”No, perché e una realtà che esiste e che tutti conoscono. Poi con questi due giovanotti di belle speranze è stato facile”.

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