mercoledì, 20 novembre 2019

Depp-Rylance, i barbari siamo noi

Depp-Rylance, i barbari siamo noi
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Venezia, 6 settembre – La paura dell’altro, l’arroganza del colonialismo, l’ipocrisia di chi pur facendo parte di una sistema violento, preferisce nascondersi e non affrontare il male di cui si fa parte, fin quando almeno, non si è chiamati ad agire in prima persona. Sono tanti e tutti i validi i temi di Waiting for the barbarians, il film di Ciro Guerra con il premio Oscar Mark Rylance (Il ponte delle spie) e Johnny Depp in un’ottima forma, sia fisica che attoriale, in gara alla 76/a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Il film ,prodotto dall’italiana Ambi Pictures, è l’adattamento  dell’omonimo romanzo, uscito nel 1980  del premio Nobel J.M Coetzee (che ha anche firmato la sceneggiatura). Il film, che evoca atmosfere molto vicine aun capolavoro come Il deserto dei tartari di Buzzati, è ambientato in un isolato avamposto in mezzo al deserto, governato un tranquillo magistrato (Rylance). Una calma silente, che viene sconvolta dall’arrivo dell’implacabile colonnello Joll, venuto a indagare sui ‘barbari’ ai confini e abituato a ottenere le informazioni che desidera torturando i prigionieri. una violenza insensata che porta il magistrato, quando conosce una delle vittime dei torturatori di Joll, a prendere una decisione coraggiosa. nel cast anche Robert Pattinson, nei panni dello spietato luogotenente di Joll.

Per Guerra, cineasta colombiano candidato all’Oscar per El abrazo de la serpiente, El abrazo de la serpiente “Nel nostro mondo abbiamo bisogno dei barbari’ per darci un bersaglio da odiare”.

Depp riflette sul motore, di tanta violenza, Joll: “Non credo lui si si svegli e pensi di essere in quel giorno il più cattivo dell’universo – spiega Deppp – .La cosa più interessante di personaggi così   è che sono allo stesso tempo sadici e masochisti, Joll è così. E’ l’equilibrio che lo tiene in piedi”.

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