domenica, 16 giugno 2019

Cortellesi super agente segreto sfida i maleducati

Cortellesi super agente segreto sfida i maleducati

Roma, 15 aprile (Fr. Pierl) – “La maleducazione non risparmia nessuno e la buona educazione non appartiene a nessuno in particolare. Con una storia che speriamo sia divertente – spiega Paola Cortellesi – raccontiamo la necessità di guardarci allo specchio e agire per riacquistare il vivere civile, in questo Paese che amiamo così tanto”. Parola di paola Cortellesi, in versione superspia in incognito abile nel dare la caccia ai cattivi internazionali quanto a punire i cafoni che incontriamo tutti i giorni nell’action comedy Ma cosa ci dice il cervello di Riccardo Milani , in sala dal 18 aprile con Vision Distribution in 600 copie. Un numero più che giustificato, considerando la forza al botteghino dell’attrice, da Come un gatto in tangenziale a La befana vien di notte, che è per ora il film italiano più visto della stagione.

Nella storia, Giovanna (Cortellesi), brillante agente dei servizi segreti, abile nel combattimento corpo a corpo quanto nel free climbing (pure di palazzi), provetta hacker, poliglotta, fatica nel conciliare le assenze per le sue missioni, con gli impegni di mamma, soprattutto non potendo rivelare alla figlia il suo vero lavoro. Il ritrovarsi con quattro grandi amici del liceo, e ascoltare le loro storie di soprusi subiti, la porta a decidere di ‘sistemare’ anche un altro genere di bersagli: un adolescente (Armani) che minaccia (e non solo) il professore (Fresi), una mamma coatta (Minaccioni) che col telefonino in mano pretende di dare lezioni di medicina alla pediatra (Mascino) della figlia; un padre esagitato (Memphis) che aggredisce l’allenatore (Marchioni) del figlio; un imprenditore (Roja) che si crede al di sopra delle regole anche in aereo.

“Non ci siamo inventati quasi nulla, quello che accade nel film è quello che vediamo in strada o che leggiamo nella cronaca – aggiunge Cortellesi, anche cosceneggiatrice con Milani, Furio Andreotti e Giulia Calenda -. In una situazione nella quale possiamo essere tutti vittime o carnefici, perché ognuno di noi, ha fatto e continuerà a fare, qualcosa di scorretto, abbiamo pensato a come siamo, come ci rapportiamo”. Un film “non deve assumersi troppa responsabilità, ma partiamo da problemi reali, come la mancanza di rispetto delle competenze e delle regole, il prevalere in molti ambiti dell’aggressività” dice Milani. Nelle “nostre storie – aggiunge Cortellesi – c’è cattiveria, perché da lì parte la risata, ma non c’è mai cattivismo gratuito. Infatti alcuni dei personaggi ricevono una punizione ma altri hanno occasione di riscatto”. Si sente, scrivendo, la pressione dei successi precedenti? “Non ci pensi, sennò ti poni dei limiti” risponde.

Venendo al versante action del film (prodotto da Wildside e Vision, in collaborazione con Sky Cinema e Timvision) “per la parte acrobatica ho fatto 2 mesi di allenamento con specialisti come Emiliano Novelli e il suo gruppo. Sono saltata dai palazzi come fa Tom (Cruise, ndr) che la prenderà malissimo, anch’io, come lui, avevo i cavi a tenermi”.

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