sabato, 21 maggio 2022

Ciao, Mario

Ciao, Mario

Roma, 27 gennaio – E’ un grande dispiacere annunciare che ci ha lasciato improvvisamente Mario Di Francesco: proprio in questi giorni stava rileggendo la storia autobiografica della sua grande avventura nel mondo della comunicazione, oltre mezzo secolo nell’informazione quotidiana tra cinema e giornalismo raccolti in un’autobiografia che avrebbe voluto pubblicare, dedicata ai ragazzi, i tanti giovani che, oggi come un tempo, continuano a vivere nel precariato cercando di innamorarsi di una professione non facile ma che, come diceva lui, continua ad essere assolutamente fantastica. Mario aveva da tempo problemi di salute ma continuava comunque ad essere attivo, a seguire anche da casa nel tempo sospeso che stiamo spesso vivendo, il mondo del cinema e, soprattutto, a partecipare alla vita del Sindacato. Sì, Mario continuava davvero ad amare il giornalismo e il cinema e, soprattutto, a pensare e vivere l’attualità e la memoria con lo stesso entusiasmo del cronista che era fiero di essere stato.

Giovane ‘volontario’ appena diciottenne aveva cominciato raccontando personaggi da arrivi e partenze: prendeva appunti con il motore acceso degli aerei nelle orecchie sulle piste di Fiumicino, poi, alla fine degli anni Sessanta, dopo gli studi alla Pro Deo, il salto in Rai: era il più giovane tra personaggi come Antonio Lubrano, Gian Paolo Cresci, Maurizio Barendson. Gianni Minà e la Rai era la prima occasione di far pratica sul campo, prima nelle redazioni di rubriche come Cordialmente, Giovani, Europa Giovani, Un volto, una storia poi all’Ufficio Stampa della Rai, nella mitica stanza del Notiziario Rai, accanto a Giorgio Guarino,con Bepi Nava che sarebbe diventato Capo dell’Ufficio stampa, in un gruppo diventato una vera e propria task force che gestiva l’informazione sui programmi, con un lavoro diventato un punto riferimento soprattutto per i cronisti delle agenzie di stampa.

In quella stanza l’incontro con gli amici di una vita, primo tra tutti Marcello Cambi, poi affiancato da un giovanissimo Paolo Glisenti per l’Ansa e da Cesare Pierleoni per l’Agi insieme alle firme del più govane giornalismo attento agli Spettacoli. Ma, come ricorda Giorgio Gosetti che lo ha frequentato agli inizi soprattuttoa in Via della Dataria, la sua vera scuola è sempre stata quella dell’Ansa di Sergio Lepri dove Mario entrò per concorso nel 1973 alla redazione centrale di cui fu poi caposervizio.

La passione per il cinema era nata presto, tra il cinema di quartiere e la Casina delle Rose a Villa Borghese dove raccontava che fin da giovanissimo vedeva sfilare i divi e i grandi registi di Cinecittà e dov’è tornato poi da frequentatore abituale, anche autore di gustose cronache per il sito della Casa del Cinema. Mario aveva ideato e diretto il supplemento settimanale Famiglia tv di Famiglia Cristiana affiancato da un altro amico storico come Alessandro Binarelli ed era stato poi direttore del settimanale cinematografico Film tv. Negli anni era stato anche agli Spettacoli del Messaggero, poi caporedattore di un dorso dedicato al cinema e agli Spettacoli di Italia Oggi. Dopo i giornali la comunicazione: responsabile per anche per il marketing della RCS Video, capoufficio stampa di Stream e poi di Sky aveva anche collaborato per la prima Festa del Cinema di Roma, all’area web della comunicazione istituzionale e soprattutto affiancato Ezio Greggio nella realizzazione del Festival cinematografico della commedia di Monte-Carlo.

Ma se ne va anche un ‘decano’ del nostro SNGCI: Mario aveva legato la sua storia professionale al giornalismo cinematografico anche con la lunga militanza nel Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici: aveva proseguito tuttora, negli anni, ad affiancare il Direttivo Nazionale, come membro di diritto, anche dopo averne lasciato la Presidenza, impegnato nelle molte iniziative del Sindacato, dalle Giurie e le iniziative di formazione con l’Ordine dei Giornalisti fino, ovviamente, ai Nastri d’Argento dei quali aveva favorito il ritorno nella lunga stagione della sinergia con Taormina Arte.

Mario era nato a Roma il 7 settembre 1941 e quel 7 settembre era diventato un appuntamento festeggiato regolarmente a Venezia, nei giorni della Mostra, occasione di un festeggiamento che siglava soprattutto l’incontro tra i colleghi più amici, quelli che hanno condiviso nel tempo tutte le tappe della sua carriera. Sono tanti i momenti della sua storia personale condivisi nella storia di una vita anche dai colleghi più amci del Sindacato: dai racconti del rapporto con nipoti che fin da piccoli amava educare alla passione cinematografica al tifo calcistico per la Lazio, cui aveva dedicato un omaggio personalissimo fin dalla nascita della figlia, non a caso Azzurra.

Ricordiamo Mario con la famiglia e tanti colleghi e amici del cinema sabato alle 10.30 alla Parrocchia di Santa Croce in Flaminia in via Guido Reni, la stessa Chiesa che aveva scelto per ogni ricordo della moglie Milly. A Azzurra, con Giovanni e Martino e al fratello Paolo un abbraccio forte.

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