venerdì, 30 settembre 2022

Cannes 2021, concorso tra maestri e conferme da Nanni Moretti a Mia Hansen-Love

Cannes 2021, concorso tra maestri e conferme da Nanni Moretti a Mia Hansen-Love

Roma, 3 giugno – (Red. Cin) Come da previsioni, sarà Tre piani di Nanni Moretti, tratto dal bestseller di Eshkol Nevo, con un cast che comprende Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Denise Tantucci, Nanni Moretti, Anna Bonaiuto, Paolo Graziosi, Stefano Dionisi, Tommaso Ragno, a rappresentare l’Italia in concorso alla 74a edizione del Festival di Cannes (6 -17). Un ritorno dopo l’edizione solo con eventi online del 2020, segnato da una line-up ricchissima, tra maestri del cinema in corsa per la Palma d’oro (a guidare la giuria è Spike Lee) esordi di pregio e sorprese. Il thailandese Apichatpong Weerasethakul, Palma d’oro nel 2010 con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti presemta stavolta Memoria con Tilda Swinton. A cinque anni dal flop di the Last Face, Sean Penn ci riprova in gara con Sean il thriller Flag Day, del quale è anche protagonista, con Katheryn Winnick, Miles Teller, Josh Brolin e Eddie Marsan. Già dati in predicato per Cannes 2020, arrivano gli attesissimi The French Dispatch di Wes Anderson e Benedetta di Paul Verhoeven.

Tornano sulla Croisette, anche, fra gli altri, Asghar Farhadi, con Un Héros, François Ozon, con Tout S’Est Bien Passé e Jacques Audiard con Paris 13th District, scritto insieme a Celine Sciamma. La cineasta ungherese Ildikó Enyedi, Orso d’oro a Berlino nel 2017 con On Body and Soul, riaffronta Cannes a 22 anni dall’ultima volta, con The Story of My Wife. In France, coproduzione (anche italiana), Bruno Dumont, ha diretto Lea Seydoux nei panni di una giornalista la cui vita va in pezzi dopo un incidente stradale Ci sarà la dramedy Red Rocket di una delle voci più interessanti del cinema indie Usa, Sean Baker (The Florida Project) che stavolta racconta il ritorno nella cittadina natale di un pornodivo a fine carriera. L’australiano Justin Kurzel, riposta il suo paese in gara a sei anni dall’ultima volta, rievocando in Nitram il massacro compiuto a Port Arthur in Tasmania nel 1996 da Martin Bryant che sparò e uccise 35 persone e ne ferì altra 23. Mia Hansen-Love in Bergman Island, costruisce il viaggio nella relazione di una coppia di filmmaker andati su un’isola per scrivere le sceneggiature dei loro film. Nel cast Vicky Krieps, Tim Roth, Mia Wasikowska eAnders Danielsen Lie. L’israeliano Nadav Lapid torna in competizione con Ha’Berech, sul doppio lutto vissuto da un filmmaker. Tra gli altri ci sono Drive My Car di Ryusuke Hamacuchi e Juho Kuosmanen, già vincitore di Un Certain Regard, con The Happiest Day in the Life of Olli Maki, stavolta nella competizione principale con il dramma Compartment No. 6; ; Joachim Trier con The Worst Person in the World; La Fracture by Catherine Corsini; The Restless di Joachim Lafosse e Lingui di Mahamat-Saleh Haroun. Julia Ducournau con Titane; Petrov’s Flu di Kirill Serebrennikov; Haut et Fort (Casablanca Beats) di Nabil Ayouch. Come già annunciato, ad aprire in gara il Festival sarà Annette, un musical firmato dal regista cult Leos Carax con Marion Cotillard and Adam Driver, rispettivamente nei panni di una cantante e un comico.

Fra le novità c’è il debutto di una nuova sezione fuori concorso, Cannes Premiere, che avrà in prigramma fra gli altri, Cow di Andrea Arnold; IJFK Revisited: Through The Looking Glass documentario di Oliver Stone che qui torna a raccontare Kennedy e il debutto alla regia di Charlotte Gainsbourg, Jane.

IL PROGRAMMA

In competizione
Annette di Leos Carax (Francia, film d’apertura)
Benedetta di Paul Verhoeven (Francia)
The French Dispatch di Wes Anderson (Usa)
Memoria d’Apichatpong Weerasethakul (Usa/Colombia)
Les Olympiades di Jacques Audiard (Francia)
Tre Piani di Nanni Moretti (Italia)
Flag Day di Sean Penn (Usa)
Haut et fort di Nabil Ayouch (Marocco)
Un héros di Asghar Farhadi (Iran)
Tout s’est bien passé di François Ozon (Francia)
Titane di Julia Ducournau (Francia)
Red Rocket di Sean Baker (Usa)
La fièvre di Petrov di Kirill Serebrennikov (Russia)
Francia di Bruno Dumont (Francia)
Nitram di Justin Kurzel (Australia)
Ningi di Mahamat-Saleh Haroun (Ciad)
Les Intranquilles di Joachim Lafosse (Belgio)
La Fracture di Catherine Corsini (Francia)
Julie en douze chapitres di Joachim Trier (Norvegia)
Hytti nro 6 di Juho Kuosmanen (Finlandia)
Le genou d’Ahed di Nadav Lapid (Israele)
Drive my car di Ryusuke Hamaguchi (Giappone)
Bergman Island di Mia Hansen-Love (Francia)
L’histoire de ma femme di Ildikó Enyedi (Ungheria)

Fuori competizione
De son vivant d’Emmanuelle Bercot (Francia)
The Velvet Underground di Todd Haynes (Usa)
Stillwater di Tom McCarthy (Usa)
Aline di Valérie Lemercier (Francia)
Bac Nord di Cédric Jimenez (Francia)
Emergency Declaration di Han Jae-Rim (Corea del Sud)
Proiezioni di mezzanotte
Oranges sanguines di Jean-Christophe Meurisse (Francia)
Proiezioni speciali
The Year Of The Everlasting Storm film corale
Babi Yar context di Sergeï Loznitsa (Ucraina)
H6 di Yé Yé (Cina)
Cahiers noirs di Shlomi Elkabetz (Israele)
Le marin des montagnes di Karim Aïnouz (Algeria)
Cannes premières
Evolution di Kornel Mundruczo (Romania)
Tromperie d’Arnaud Desplechin (Francia)
Cow di Andrea Arnold (Gran Bretagna)
Cette musique ne joue pour personne di Samuel Benchetrit (Francia)
Mothering Sunday di Eva Husson (Gran-Bretagna)
Serre-moi fort de Mathieu Amalric (Francia)
Introduction di Hong Sang-Soo (Corea del Sud)
Val di Leo Scott et Ting Poo (Usa)
JFK Revisited : Through the looking glass di Oliver Stone (Usa)
Jane par Charlotte di Charlotte Gainsbourg (Francia)

Un certain regard
Un monde di Laura Wandel (Belgio)
The Innocents di Eskil Vogt (Norvegia)
Moneyboys di C.B Yi (Austria)
Blue bayou di Justin Chon (Usa)
Freda di Gessica Généus (Haïti)
Delo di Alexey Guerman Jr. (Russia)
Bonne mère di Hafsia Herzi (Francia)
Noche de fuego di Tatiana Huezo (Messico)
Lamb di Vladimir Johansson (Islanda)
Commitment Hasan di Hasan Semih Kaplanoglu (Turchia)
After Yang di Kogonada (Usa)
Et il y eut un matin d’Eran Kolirin (Israele)
Unclenching the fists di Kira Kovalenko (Russia)
Women do cry di Mina Mileva et Vesela Kazakova (Bulgaria)
Rehana Maryam Noor di Abdullah Mohammad Saad (Bangladesh)
Great Freedom di Sebastian Meise (Austria)
La Civil di Teodora Ana Mihai (Romanie/Belgio)
Gaey Wa’r di Na Jiazuo (Cina)

Leggi anche